mi presento

I Disturbi del Comportamento Alimentare si ripercuotono sulla qualità della vita nella sfera sessuale, familiare, sociale, professionale: molte facce di un'unica medaglia. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non si misura in Kg. E che essere capiti e aiutati è possibile.
Vogliamo provare a parlarne insieme?


Moderatore: Dott.ssa Michela Guariniello

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graziella
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mi presento

Messaggio da graziella » 20 luglio 2010, 19:19

E' strano, stranissimo accedere ad un forum, cioè utilizzare uno strumento assolutamente innovativo per il mio percorso di vita. Si perchè sono una signora di una certa età che ha avuto tante altre cose da fare nella sua vita piuttosto che rendersi conto di avere un problema con l'alimentazione e di avere DIRITTO ad un aiuto non solo fisico ma soprattutto psicologico. Ho sempre ritenuto di essere la colpevole assoluta della mia incapacità di essere all'altezza di un marito sportivo e sostanzialmente sempre in forma e alla ricerca della ragazza che era in me 20 anni fa.
Si, scrivo qui per rivendicare il mio diritto ad una vita serena, ora che le figlie sono cresciute, che il mio lavoro mi appaga (come per fortuna è sempre stato!), che ho acquisito la consapevolezza che il mio rapporto con il cibo è davvero patologico ( credo di aver finalmente compreso di soffrire di attacchi di fame compulsiva sempre a seguito di splendide diete mai risolutorie). Vorrei avere un consiglio, magari un confronto su come affrontare e risolvere il mio problema ormai atavico. Non voglio più sentirmi quella che non è riuscita ( oh vergogna!!) a mantenere i risultati della milleduecentesima dieta della sua vita!!
Ciao!!!
Avrei voluto una vita arancione

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 21 luglio 2010, 12:11

graziella ha scritto:Non voglio più sentirmi quella che non è riuscita ( oh vergogna!!) a mantenere i risultati della milleduecentesima dieta della sua vita!!
Esiste un modo estremamente semplice per non doversi più vergognare di non riuscire a mantenere i risultati di una dieta: non mettersi a dieta!!!

No, non sto scherzando, e non ti sto prendendo in giro!!!
Mettersi a dieta spesso vuol dire fissare un obiettivo estremamente ambizioso, per raggiungere il quale ci sottoponiamo a privazioni non solo fisiche, ma soprattutto psicologiche. Più è stringente la dieta, maggiore è la pressione che mettiamo sulla nostra psiche. Quando la dieta finisce si scatena un meccanismo di "liberazione" e di "ribellione". Tutta la pressione accumulata si sfoga.
Senza contare altri meccanismi tipo "me lo posso permettere, visto che non sto più a dieta", e senza contare il fatto che un corpo più leggero ha meno bisogno di calorie di un corpo più pesante, per cui se ritorni a mangiare come mangiavi prima, riprenderai certamente peso, o altri meccanismi legati a fattori metabolici di cui però non sono molto esperto.

Ah dimenticavo uno dei meccanismi più frequenti: inizio una dieta molto rigida, prima o poi sgarro, considero lo sgarro un fallimento della dieta, il fallimento della dieta diventa un fallimento personale, il fallimento personale induce a consolarsi col cibo e alla fine si ha più peso di quando si è partiti.

Non so in quanti di questi meccanismi sei finita nella tua storia personale, ma consolati, non sei la sola e non è facile riconoscerli se nessuno te li spiega :).

Un'ultima considerazione è infine che il peso non è una causa o un obiettivo, ma solo l'effetto del nostro comportamento alimentare. Non è qualcosa da raggiungere o da mantenere, non è un metro della nostra felicità. Non stabilisce il nostro diritto all'orgoglio o la condanna alla vergogna. E' solo e soltanto un numero. Non siamo noi.

Spesso non siamo "grassi", ma ci vediamo tali. Certo, l'obesità è uno scostamento significativo da un peso "ragionevolmente corretto", ma a volte arriviamo a considerare incaccettabile anche solo qualche chilo di sovrappeso.

Quindi, come dicevo prima, la risposta è: niente diete!!!

Ma attenta, non significa: mangia tutto quello che vuoi come vuoi e quando vuoi. Al contrario.
Significa: niente diete stringenti che hanno un inizio e una fine.
Significa: cambia il tuo rapporto con il cibo!!!
Significa recuperare il piacere di sentire i sapori e di gustare il cibo senza eccedere nell'alimentazione. Significa scegliere quello che mangi e significa anche ogni tanto concedersi qualcosa senza considerarlo un fallimento.
Significa in qualche modo essere a dieta per tutta la vita, ma non una dieta fatta di privazioni, una dieta intesa come regime alimentare equilibrato, in cui il cibo non è il metro del successo, ma un piacere quotidiano fatto di un'alimentazione consapevole.

Significa anche accettare il tuo peso attuale, o che per perdere 5 chili ci vorranno magari 6 mesi, e solo se ad un'alimentazione equilibrata associerai un'attività fisica costante, e sottolineo costante.

Infine, se pensi che le tue difficoltà con il cibo siano veramente di tipo psicologico, prendi in considerazione l'idea di rivolgerti a un centro per i disturbi del comportamento alimentare (DCA). Sapranno aiutarti.

A presto
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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graziella
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grazie

Messaggio da graziella » 23 luglio 2010, 16:38

Ok ci provo!! Mi metto in discussione!! Grazie davvero per la confortevole risposta!!
Avrei voluto una vita arancione

graziella
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piccolo sfogo

Messaggio da graziella » 24 luglio 2010, 0:14

E' necessario che ti ringrazi davvero per la risposta consolatoria al mio primo post in un forum su questo tipo di argomento. Oggi sono già meno disperata perchè sto cercando di mettere in pratica quei consigli che mi hai dato e che finalmente credo di cominciare a capire!! Fino ad ora a chi mi diceva che mi alimentavo male rispondevo che non era vero e che mangiavo sempre sano e poco. Talmente poco in pubblico che in privato ricorrevo ad abbuffate conpensatrici e vendicatrici nei confronti dei miei insuccessi e nei confronti di chi mi considerava e mi considera ancora, un'inetta. Ho letto il libro "fame" di Allen Zadoff e mi ha aperto gli occhi su tante cose, riconoscendo in me tanti suoi modi di sentire e vivere il rapporto con il cibo. Soprattutto ho capito che devo amarmi e non rimandare la mia vita a quando riuscirò a perdere peso!! Strano ma il mio problema non è iniziato a causa di cattive relazioni con la mia famiglia di origine, il mio preblema è diventato tale (solo ora me ne rendo conto!!) dopo il matrimonio, quando comprare cibo nuovo e mangiarlo di nascosto da sola era la manifestazione della libertà fisica ed economica raggiunta. O forse mangiavo per compensare la delusione che mi ha sopraffatta quando ho scoperto di essere sola, in una città estranea e con un uomo che non parlava la mia stessa "lingua" ??
Non importa! Le cause possono essere state ed essere ancora molteplici ma sono contenta di aver intrapreso questo viaggio e spero che mi porti alla serenità!! Grazie ancora di cuore !!
Avrei voluto una vita arancione

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Allie
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Messaggio da Allie » 3 agosto 2010, 14:04

Innanzitutto, se hai trovato questo forum è già un'ottima cosa: sei consapevole del tuo problema e hai voglia di risolvero, molto bene.
Delle cose che hai detto una mi ha colpito particolarmente, perchè sembra spiccare più delle altre: la tua famiglia.
Inizia a lavorare su di te nei confronti delle persone della tua famiglia, è chiaro che non ti fanno stare bene. Ti consiglio di contattare una psicologa, non si esce da questa malattia (perchè questo è) da soli, serve l'aiuto di un professionista. Che in questo caso probabilmente non è un dietologo/nutrizionista. Ci sono 2 cose ce devi tendere presente: la strada e lunga e devi mettere in conto cadute e scoraggiamenti, se sei pronta ad affrontare il lavoro che ti aspetta allora sei sulla strada giusta. Seconda cosa: penso che la cosa più utile da fare ma anche la più difficile sia l'ascoltarsi. Che vuol dire cercare di capire quello che senti nei confronti dei tuoi familiari. Tutte le emozioni sono concesse, anche l'odio di qualche momento o di qualche periodo verso i tuoi figli e verso tuo marito è più che normale. E' qualcosa che provano tutte le persone e non c'è nulla di male se lo provi anche tu. Quindi impara ad ascoltarti e ad ascoltare tutte le emozioni che stai nascondendo. Quando riuscirai a farlo sarà un enorme passo avanti...Buon lavoro!
Perchè quando ti rompi una gamba non te la curi da sola nè chiedi alla tua amica o al tuo ragazzo di aiutarti: vai in ospedale da un professionista e chiedi a lui che te la aggiusti

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Sergio67
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Re: piccolo sfogo

Messaggio da Sergio67 » 24 agosto 2010, 16:22

graziella ha scritto:...ma sono contenta di aver intrapreso questo viaggio e spero che mi porti alla serenità!!
Mi fa molto piacere leggere queste parole. Perchè hai colto nel pieno che l'obiettivo non è un determinato peso ma un modo diverso di vivere, più pieno e perché no, più felice.

In bocca al lupo e torna ogni volta che vuoi.

P.S ti ho lasciato un messaggio privato
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