Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

I Disturbi del Comportamento Alimentare si ripercuotono sulla qualità della vita nella sfera sessuale, familiare, sociale, professionale: molte facce di un'unica medaglia. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non si misura in Kg. E che essere capiti e aiutati è possibile.
Vogliamo provare a parlarne insieme?


Moderatore: Dott.ssa Michela Guariniello

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Moon river
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Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

Messaggio da Moon river » 28 marzo 2012, 12:14

Salve, sono nuova su questo forum. Scrivo qui perchè ho bisogno di un parere esterno, di un estraneo che possa inquadrare in maniera obiettiva la mia situazione... Mi descrivo brevemente: ho 20 anni e studio giurisprudenza, vivo con i miei genitori, separati in casa, e con mia sorella. Ho amiche carissime, ma non ho un gruppo stabile con cui uscire e questo comporta che, purtroppo, rimango spesso a casa e sono insoddisfatta della mia vita sociale. Ai tempi del liceo, infatti, avevo un gruppo di amici con cui uscire la sera, andare a ballare, organizzare scampagnate... insomma con cui divertirsi! Con l'inizio dell'università cambia tutto e, arriviamo al punto, cambio io.
Sono sempre stata una ragazza carina con un bel fisico di cui andavo fiera, tutti mi ripetevano che avevo un corpo perfetto e io vedevo questo mio pregio come una delle poche difese che avevo per allontare le paure della vita, infatti sono da sempre una persona molto insicura nelle relazioni con gli altri e più in generale nell'approcciarmi alle novità. Così un anno e mezzo fa inizio l'università e il mio primo desiderio è quello di ripartire da zero, di mostrarmi perfetta dentro e fuori. Inizio dall'alimentazione... In passato non facevo caso a cosa mangiavo, anzi devo dire che non mi importava più di tanto, mangiavo normalmente e di tutto e stavo bene. Poi ho iniziato a controllare le tabelle alimentari di tutto il cibo mi capitasse a tiro e cominciai a trascorrere la giornata a fare calcoli, sommare e sottrarre calorie... E' diventato quasi un incubo, ero ossessionata dal cibo! Ma fin qui la situazione era accettabile perchè seguivo un'alimentazione sana, tranne qualche sporadico ma "consistente" sgarro. Insomma arrivo alla scorsa estate in forma smagliante, ma lì inizia la discesa: comincio a mangiare in maniera sempre più sregolata, mi abbuffo di tutti gli alimenti dolci e farinacei che mi capitano a tiro.
Con il tempo queste abbuffate diventano sempre più consistenti e frequenti, comincio ad ingrassare... attualmente ho preso 5/6 chili rispetto al mio peso usuale. Mi vedo imbruttita, pesante, i miei jeans taglia 40 si chiudono con difficoltà e vedo grasso fuoriuscire da tutte le parti. Mi sento grossa, capisco che è un termine esagerato ma ho paura di quello che gli altri possano pensare di me... Ancora adesso gli altri dicono che sono magra anche se sono più piena, ma io sento che non è vero: se sei bassa (come io sono) necessariamente devi essere magra sul serio.
La cosa che più mi fa star male è che, a fronte di questo mio pensiero così rigido, non riesco ad essere ugualmente severa quando inizio a mangiare... Anzi abbuffarmi è diventato uno sfogo, l'unico modo per colmare il vuoto che sento dentro. Desidero ma allo stesso tempo temo di stare a casa da sola perchè so che in quel momento la parte più negativa di me avrà libero sfogo: mangio, mangio fino a scoppiare, fino a piangere per i sensi di colpa, fino a tentare disperatamente di vomitare.

Ma non riesco a vomitare... Forse devo essere contenta di non riuscirvi ma ormai non so più che fare, non capisco se soffro di bulimia o di binge. So solo che fino a qualche tempo fa, dopo le grandi abbuffate provavo a digiunare, ma ora non trovo più nemmeno la forza di fare questo... A casa cerco di dare una parvenza di normalità, ma è forte l'imbarazzo che provo quando i miei si stupiscono non vedendo più intere confezioni di biscotti o di pane o di altre schifezze.
Mi sento una pattumiera, ormai la mia volontà è quasi azzerata. Fare sport non mi dà più alcun beneficio psicologico, dopo un'abbuffata ho solo voglia di stare a casa, di non fare niente e di non vedere nessuno perchè mi sento con la coscienza sporca e soprattutto perchè ho il viso gonfio e gli abiti non mi stanno più bene...

Ne ho provato a parlare con mia madre, ma lei dice che sono stupida a comportarmi così... Lei sottovaluta il problema e del resto non mi va di rivolgermi a degli esperti, mi vergogno troppo di questa situazione ma allo stesso tempo voglio mettere un freno a tutto questo, voglio lasciare alle spalle i chili di grasso e questa malattia incipiente.

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Sergio67
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Re: Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

Messaggio da Sergio67 » 29 marzo 2012, 9:12

Magari ti sembrerà strano, ma io comincerei davvero con il rallegrarmi di non riuscire a vomitare. Magari ti potrebbe dare un momentaneo senso di sollievo, ma in realtà peggiorerebbe solo le cose, inoltre le distinzioni tra bulimia e binge sono fatti tecnici che classificano comportamenti esterni, ma la sofferenza che sta sotto non è che cambi. Il senso di vuoto resta sempre lo stesso.

Avrei molte cose da dirti, ma lo spazio di un messaggio è davvero troppo poco. Giusto alcuni spunti. Il primo è "trovare la forza". In occidente viviamo molto sul mito della forza di volontà, che con la volontà si riesce in tutto, supponendo quasi che la volontà sia qualcosa di accessibile in modo cosciente. Non è così. Non ci si può imporre volontariamente un controllo sul proprio comportamento, le pressioni "emotive" prima o poi torneranno fuori, e lo faranno con tanta maggior violenza, leggi abbuffate, tanto più sono rimaste precedentemente inascoltate.
Il senso di vuoto. Non è molto utile guardare gli altri e chiedersi perché tu lo senti e loro no. Tu lo senti e così è. Sappi però che non sei la sola. Siamo in molti, molti più di quanto pensi. La strada non è riempire il vuoto con oggetti materiali, perché non è un vuoto materiale e forse comincio a pensare che non sia nemmeno un vuoto emotivo, perché mi sono accorto che, almeno per me, nemmeno le emozioni riescono a riempirlo in modo soddisfacente. Il vuoto è vuoto. Punto. Eppure, una strada esiste. Lo so che esiste, ma comincio a pensare che non sia quella di riempirlo.
La necessità di essere magri e il vergognarsi di non esserlo. Altro capitolo. Ma qui il discorso si fa davvero lungo e magari ne parliamo meglio un'altra volta. Però non ti suonano strane le voci discordanti tra come ti vedi tu e come ti vede il mondo? Sei tu che ti vergogni CON te stessa o sono loro che "ridono di te"?
Tante domande, quindi, tanti dubbi, che necessitano di essere indagati, approfonditi, compresi. Non si tratta solo di cambiare modo di mangiare, si tratta di esplorare come ti vedi rispetto a ciò che realmente sei oggi e cosa puoi fare in concreto per raggiungere l'obiettivo, che non è essere magri, ma essere felici, soddisfatti del proprio sè.
Capisco anche la vergogna di rivolgersi ad altri, magari perché pensi che 'dipende da te', ma non è così, non è una colpa, soprattutto non è "colpa tua". Se inciampi e prendi una storta, vai dall'ortopedico, anche se 'hai fatto tutto da sola'. Non ti vergogni di essere inciampata. Purtoppo ci hanno portato a credere che se inciampiamo fisicamente, non è grave, ma se inciampiamo mentalmente, beh, allora è tutto diverso. Ma non è così, e gli esperti lo sanno. Non si tratta si una malattia o di essere sbagliati, ma a volte capita di inciampare senza poterlo impedire, anche mentalmente.

Hai già fatto molto raccontando il tuo disagio, ma adesso devi andare avanti ed affrontarlo.

Un abbraccio
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Moon river
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Re: Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

Messaggio da Moon river » 30 marzo 2012, 10:47

Mi chiedo come posso affrontare questo problema, ormai ogni giorno è peggiore del precedente. Non faccio più nulla per nascondere il mio disagio alle persone che conosco, sento di aver perso la mia luce...

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Sergio67
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Re: Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

Messaggio da Sergio67 » 12 aprile 2012, 8:23

Ogni cosa cambia e come senti di aver perso la luce, sappi che la puoi ritrovare. Abbi fiducia di ciò.
Purtroppo però nessuno è veramente in grado di trovarla per te. Spesso ci rivolgiamo all'esterno per cercare qualcosa che in realtà è già dentro di noi, forse nella convinzione errata che in noi non ci sia, o che basti "fare" come ci viene detto per sentire in modo diverso.
Non è così.
Il problema lo devi affrontare confrontandoti prima di tutto con te stessa. In questo però non sei sola. Il confronto con se stessi fatto da soli non è in genere produttivo, troppo spesso porta ad autoconvincersi di concetti sbagliati. Per questo è in genere utile confrontarsi con persone esperte o con persone che conoscono il problema per esperienza diretta. E' sempre una buona idea rivolgersi a un medico, in alternativa puoi informarti sui gruppi di Auto-Mutuo -Aiuto. In ogni caso non ti isolare, l'isolamento non è produttivo.

Sappi anche un'altra cosa. Indietro non si torna. Non puoi pensare di superare l'ostacolo tornando a "ciò che eri". Esperienze come queste non si possono semplicemente dimenticare. Fanno ormai parte della tua storia. Se la speranza è di tornare a "prima", è destinata a fallire. Di nuovo però ti dico che è possibile ritrovare la luce, purché si sia disposti ad accettare una luce diversa, una nuova luce, che in fondo potrebbe anche essere migliore della precedente.

Chi lo sa?
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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nofear
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Re: Sull'orlo del baratro... Ho paura di cadere

Messaggio da nofear » 18 aprile 2012, 20:35

ciao, sono Luana, ho 23 anni. esperienza in disturbi alimentari 12, bella media, eh?
ti rispondo dal profondo del cuore, perchè so perfettamente come ti senti, quella "diversità" che avverti con quel corpo così tanto tuo da risultarti estraneo. ti rispondo perchè so che ce la si fa. non a superare, no, ma a conoscere e a convivere con questo macigno.
Il mio consiglio in una parola potrebbe essere "spavèntati": mi spaventa però l'effetto che una risposta secca così potrebbe avere su di te. nel mio caso, io SO di cosa spaventarmi: dei 38 chili che pesavo cinque anni fa (per tre anni consecutivi) e degli 88 che pesavo dopo. Ora oscillo fra i 58 e i 63, ma posso assicurarti che non sono "guarita", quella parola che hanno in bocca tutti quelli che hanno a che fare con queste cose, non ne sono uscita completamente, ma ho imparato a nuotarci dentro senza braccioli, a dare al tutto lo spazio più ristretto che posso, e soprattutto a non levare spazio alla Vita, al lavoro, all'amore, alle mie giornate. Riesco a incancrenirle comunque, perchè non le vivo a pieno, eh, però guai a rinchiudermi in questo guscio orrendo ancora una volta!

...ok, finita la parentesi autobiogtafica, se un giorno vuoi ti racconto poi tutta la mia storia :oops:

di certo stai colmando dei vuoti, di certo questi vuoti ci sono: riempili. leggi, guarda la tv, stai davanti al computer, esci soprattutto se non ti va, fai venire i tuoi amici a trovarti e vai da loro. in una parola: violèntati. ti sembra un commento eccessivo? beh, se pensi a tutto il male che ti fai (inutilmente), credo che la mia proposta sia più che accettabile :wink: . fai tutte le cose che vorresti fare, ma che al momento "non riesci, non hai la forza". falle, perchè quella forza ce l'hai dentro di te.
non te lo dice una persona nata sana, che non capisce e non sa mettersi nei tuoi panni. te lo dico io che so benissimo come ti senti e che non sono morta (soprattutto dentro) solo perchè ho trapassato la vergogna testardamente, presentandomi al mondo sempre e comunque, quando avevo la tua età (a 15 anni, ammetto, non ne ero stata capace).
mi sono inventata le cazzate più arzigogolate per giustificare i miei continui e repentini cambiamenti fisici, lasciando sempre agli altri il problema di decidere che idea farsene. io dovevo uscirne fuori in qualche modo e, se passare per la vergogna era il prezzo da pagare, ok, va bene. l'ho fatto. ho continuato a uscire come se niente fosse, mentre era un macigno nell'anima, e ho iniziato quel percorso che solo io so cos'è.
puoi farlo anche tu, perchè lo so.
non ti buttare via.

(non rileggo. viene tutto dal cuore)

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