status quo

I Disturbi del Comportamento Alimentare si ripercuotono sulla qualità della vita nella sfera sessuale, familiare, sociale, professionale: molte facce di un'unica medaglia. Partiamo dal presupposto che la sofferenza non si misura in Kg. E che essere capiti e aiutati è possibile.
Vogliamo provare a parlarne insieme?


Moderatore: Dott.ssa Michela Guariniello

Rispondi
Rosella
Messaggi: 11
Iscritto il: 10 novembre 2013, 17:37

status quo

Messaggio da Rosella » 10 novembre 2013, 19:31

Buonasera a tutti. Da poco, in seguito ad una delle sempre più frequenti abbuffate, ho provato a fare un test online denominato "TEST EAT 26" dell'AIDAP (risultato 38 punti). Un esperto del Centro mi ha "rivelato" che con molta probabilità il mio DCA è primario rispetto alla depressione maggiore di cui ho sempre sofferto fin dalla prima adolescenza (ora ho 46 anni), effettivamente sempre associata a dipendenza da sostanze varie (cibo compreso), motivo per cui ho sempre frequentato psichiatri vari e preso psicofarmaci (l'ultimo nel 2010, Xeristar). Effettivamente credo di avere un disturbo del comportamento alimentare piuttosto accentuato che mi trascino da almeno due anni, emerso particolarmente dopo una dieta dimagrante (anch'essa durata 2 anni) fatta presso un nutrizionista, oltre che per ragioni di sovrappeso, anche per una diagnosi di intolleranza alimentare al nichel. Da allora ho ripreso e quasi superato il peso perso a suo tempo, non ho voglia neanche di vestirmi perché mi sento scoppiare dentro qualsiasi indumento e mi vergogno come una ladra, penso sempre al cibo ed ho sempre una fame esagerata e a volte irrefrenabile, oltre ad un umore piuttosto basso ed una scarsissima concentrazione e memoria (credo anche per ulteriori problemi di pre-menupausa e tiroide).... Ho provato in passato a fare qualche seduta di psicoterapia (l'ultima, infine interrotta per la mia "scarsa collaborazione", è durata ben 8 mesi!), anche se mai mirata per questo tipo di disturbo... di certo non sono una persona che ha facilità nel parlare di sé, anzi... In più ora purtroppo sono anche disoccupata quindi nel caso decidessi sarebbe tutto molto più in salita, anche perché sono davvero stanca, non riesco quasi più neanche ad uscire di casa perché ho paura che anche gli altri si accorgano dell'evidenza, ossia del mio essere una nullità... E dovrei anche cercarmi un lavoro....

Rispondi

Torna a “Disturbi alimentari (anoressia, bulimia, binge eating, obesità...): si può, anzi si deve guarire”