Quando le fantasie erotiche non trovano condivisione

Hai mai pensato a quanti problemi sia legato l'affetto tra le persone? In fondo, tutte le altre emozioni nascono dalla frustrazione e/o dalla ricerca di amore e di essere amati, rassicurati sempre rispetto alle conferme affettive.
Ma è proprio dai genitori e da chi ci sta più vicino, (o meglio che ti aspetti ti stia più vicino) come i fratelli e le sorelle che spesso riceviamo le prime delusioni e continuiamo a soffrire anche da adulti, anche quando ci rendiamo conto che è un gioco senza fine. E' veramente difficile resistere alla tentazione di credere che un giorno per noi qualcuno cambierà e ci dimostrerà di essere come noi abbiamo sempre sperato.
Qual è la tua esperienza?


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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wavesequence
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Iscritto il: 1 marzo 2021, 19:18

Quando le fantasie erotiche non trovano condivisione

Messaggio da wavesequence » 1 marzo 2021, 20:00

Inizio la mia vita all'interno di questo forum proprio con un post dall'argomento abbastanza spinoso. Pur capendo che dai pochi, essenziali, elementi che fornirò non sarà facile tirare una conclusione, spero ci sia qualcuno che voglia esprimere un parere.

Premessa. La mia relazione affettiva, che posso definire come una storia importante, è iniziata nel giugno del 1999 quando avevo 33 anni. Ci frequentavamo da fidanzati, passavamo molto tempo assieme, nell'ottobre dello stesso anno trascorremmo una settimana incantevole in Umbria, ma poi ognuno ritornava a casa propria. Nel 2000 la prima rottura: lei si trova bloccata con gli studi universitari (nonostante abbia già 30 anni suonati) e la metto di fronte al fatto che non sarei stato disposto a continuare la relazione se non avesse conseguito la laurea. Ci prendiamo una pausa di riflessione di qualche mese, fino a che lei mi contatta ancora dicendo di aver capito quanto fosse importante il nostro rapporto. E, devo dire, che con il senno di poi sono stato un po' tontolone a cascarci. Ad ogni modo, pur aiutandola a scrivere la tesi (come dattilografo) ed a correggere qualche capitolo, riesce a raggiungere l'ambito obiettivo.
A fine 2001 decidiamo di andare a convivere, o meglio le chiedo se fosse stata d'accordo di venire a vivere presso la mia abitazione, fresca di costruzione in un condominio da 6 unità. Faccio presente che la gentile signora si è trovata una casa, praticamente, arredata in tutto e per tutto delle cose fondamentali.
I primi periodi, che ricordo con una certa tenerezza e nostalgia, sono abbastanza sconclusionati perché nessuno dei due è abituato a "gestire" una casa. Il frigorifero o era spesso vuoto oppure con qualche alimento visibilmente deperito o andato a male del tutto, mancava la carta igienica e dovevamo ripiegare sui rotoloni di carta assorbente, si sbagliava di tanto in tanto il ciclo della lavatrice... insomma, ci saremmo fatti esperienza nel tempo.
A livello di intimità sessuale beh, passato il primo periodo di attività abbastanza intensa, grazie al "nido" sempre a disposizione, poco a poco i rapporti si sono diradati.
Ad un certo punto, non avendo mai nascosto alla mia compagna, alcune mie inclinazioni verso i giochi di ruolo, chiedo se fosse stata d'accordo di impersonare il ruolo di una donna dominante. Anche qui, inizialmente pochissimo entusiasmo, vengo anzi accusato di non apprezzarla come donna, ma solo quando indossa determinati indumenti ed accessori in pelle (che per inciso le ho regalato...). Pur precisando che si tratta esclusivamente di giochi, finalizzati a movimentare un po' il nostro intimo, lei non vuole assolutamente prestarsi.
Intanto il tempo passa, ma non voglio rinunciare a questa fantasia che alberga dentro di me da molto tempo. I nostri rapporti sessuali sono sempre molto rari, piuttosto insoddisfacenti, nel corso del tempo noto da parte della mia compagna anche un certo rifiuto alla penetrazione, accusando scarsa lubrificazione e/o dolori intimi che glielo impediscono. E terminare un rapporto sessuale masturbandosi a vicenda, lo trovo molto triste.
Nel contempo, pur proponendo di rivolgerci ad un terapeuta di coppia, ricevo un categorico rifiuto.
Passa ancora del tempo e, dopo varie insistenze, riesco a convincerla ad inscenare un gioco di ruolo, dove lei impersona una sadica rapitrice che mi sequestra e mi sottopone ad alcune torture. Devo dire che quella volta, l'effetto sorpresa fu davvero entusiasmante... avevo veramente paura, me la stavo facendo sotto.
Dopo questo episodio, ancora sospensione dell'attività di qualsiasi tipo. Il tempo passa. la vita scorre, come se il sesso fosse secondario.

L’episodio “esplosivo” è avvenuto verso giugno o luglio del 2012. Avevo perso mio padre a maggio, dopo 6 o 7 anni di calvario. Ovviamente lui era quello che stava peggio di tutti, ma anche noi famigliari, di riflesso, subivamo l’influsso di questa cappa di piombo. Un sabato pomeriggio, mi rivolgo con il cuore in mano alla mia compagna (era molto tempo che non facevamo l’amore, per i motivi suesposti) e le chiedo espressamente di soddisfare questo mio, naturalissimo, desiderio. E lei, in tutta risposta, dice che ho l’obbligo morale di conservare il lutto. In quel momento non sapevo se ridere o tirarle una sberla da cambiarle i connotati. Come mio solito, non ho avuto alcuna reazione violenta, ma dentro di me ho provato la morte dentro, giurando a me stesso che non le avrei più chiesto di fare l’amore.

E così sono trascorsi almeno sei/sette anni, senza alcun contatto fisico intimo. Fino a che, probabilmente sentendosi in colpa, un pomeriggio tornando a casa la trovo tutta abbigliata in stile dominatrice SM. Non mi pareva vero... la mia eccitazione prende ampiamente il largo, facciamo qualche gioco assieme, fino a che lei mi fa capire di desiderare di fare l’amore (meglio tardi che mai). E da lì inizia il mio calvario, nel senso che si ritorna sempre agli stessi modelli comportamentali. Lei pretende preliminari abbastanza lunghi, al momento in cui esprime il desiderio di essere penetrata, mi faccio avanti ma lei 9/10 accusa o una scarsa lubrificazione oppure un dolore che le rende difficoltoso l’atto sessuale vero e proprio.
Il tutto si conclude, tristemente, chiedendomi di masturbarla e, solo in questo modo, raggiunge l’orgasmo e, spesso, anche più di uno. 😩
Al momento, non saprei ricordare quand’è avvenuto tutto ciò, ma ad occhio e croce saranno passati almeno 8/10 mesi.

In conclusione, ormai la nostra relazione ha superato i 20 anni, ma la mia insoddisfazione ha raggiunto livelli da nevrosi, tanto che ormai in tutte le donne, giovani e vestite elegantemente, vedo una dominatrice a cui prostrarmi impolorando attenzione.

Per completare il quadro, aggiungo che la mia compagna è da quando la conosco che, settimanalmente, si reca da una psicologa. Su questo aprirò un altro thread per chiedere cosa ne pensate delle terapie di lunga durata.

Cosa posso fare?

suggerimento
Messaggi: 6
Iscritto il: 4 maggio 2021, 13:59

Re: Quando le fantasie erotiche non trovano condivisione

Messaggio da suggerimento » 4 maggio 2021, 14:11

Attenzione che alcune volte le risposte arrivano tramite messaggi privati, controlla la tua cartella di messaggi privati.

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