io, il mio ragazzo, suo figlio.

Hai mai pensato a quanti problemi sia legato l'affetto tra le persone? In fondo, tutte le altre emozioni nascono dalla frustrazione e/o dalla ricerca di amore e di essere amati, rassicurati sempre rispetto alle conferme affettive.
Ma è proprio dai genitori e da chi ci sta più vicino, (o meglio che ti aspetti ti stia più vicino) come i fratelli e le sorelle che spesso riceviamo le prime delusioni e continuiamo a soffrire anche da adulti, anche quando ci rendiamo conto che è un gioco senza fine. E' veramente difficile resistere alla tentazione di credere che un giorno per noi qualcuno cambierà e ci dimostrerà di essere come noi abbiamo sempre sperato.
Qual è la tua esperienza?


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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fly74
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io, il mio ragazzo, suo figlio.

Messaggio da fly74 » 10 agosto 2010, 8:08

Ciao a tutti :)
non so con chi parlare di questa storia, è complicata, almeno nel mio cervello. Con ordine... da Novembre ho una debolezza estrema, dovuta a uno stress post traumatico (serie di lutti ripetuti e vicini temporalmente). Questo mi provoca appunto tanta stanchezza e (penso) bisogno di spazio tutto per me, che difendo con unghie e denti. Spazio per me significa silenzio, nessuna intrusione nelle ore che mi prendo per stare al computer o leggere un libro. Questo spazio può essere un paio d'ore al giorno.
Ho un fidanzato, al quale ho provato a far capire questa esigenza. Gli ho spiegato che per me non era il momento giusto per avere un rapporto di coppia, dovevo pensare alla mia salute o quantomeno a tamponare i sintomi ansiosi e fisici che attualmente ho (dispepsia, insonnia, confusione mentale, amnesie, battito cardiaco percepito come più intenso)
Dopo un mese di vacanza gli ho proposto di venire, durante le sue ferie, a casa mia, periodo nel quale lui avrebbe dovuto seguire il suo bimbo di otto anni.
Quando mi sono resa conto che la cosa stava diventando superiore alle mie forze, (non per causa esclusivamente loro, ho un lavoro impegnativo di nove ore al giorno, mio padre è malato di demenza senile)
gli ho parlato più volte, al mio fidanzato, che ha reagito aggressivamente.
Al tempo stesso ha iniziato a insistere sulla convivenza a settembre, cosa che si era accennata.
Ho preso tempo, dicendo che in queste condizioni non so se rovino ogni cosa oppure no.
Lui, uomo di 37 anni, quando sono a casa non mi lascia le mie ore libere, mi segue, mi cerca, viene controllare se davvero dormo e così facendo mi sveglia.
Il bambino, figlio di due separati e dei loro sensi di colpa, è nettamente maleducato, fruga ovunque, entra senza bussare. Ho iniziato a mettere qualche regola che segue, non senza broncetti e capricci, ma in qualche maniera mi rispetta (io non ho figli miei). pianti a dirotto appena il padre si allontanava, sonnambulismo all'ordine del giorno,
sta attaccato al padre dalla mattina alla sera, e questo mi va più che bene, i bambini prima di tutto.
Dopo un mese di questa convivenza ho espresso al mio compagno perplessità sul passare un'altra settimana noi tre, lui doveva riprendere il lavoro.
Mi son sentita dire che la mia parola oramai era data, non poteva contare su nessuna come baby sitter.
ora mi ritrovo a casa sua con un'acidità di stomaco che nemmeno il malox puà risolvere, una scatola di ansiolitici al giorno, il bambino attaccato a me, i miei nervi sempre più difficili da tenere a bada.
Da una parte ho paura di scattare avanti al bambino che non se lo merita.
Dall'altra parte non ho voglia di essere svegliata alle 4 di mattina perché è l'unico orario dove io e il mio fidanzato possiamo fare l'amore, se lo desidera si prende mezz'ora dal bimbo in orari opportuni.
dall'altra parte ancora mi sto scocciando di questa situazione perché vedo il mio fidanzato ... rassegnato (scusate l'uso improprio delle parole),
col fatto che non arriva a fine mese bene la mia auto, la spesa, qualche regalo per il bimbo sono a mio carico e in più vuole che quando lui non c'è io giochi col bimbo. Io ci gioco, ma ogni minima cosa (tuo figlio mi segue persino in bagno) crea bronci o discussioni, e mai mi permetterei di criticare suo figlio pesantemente. Ma non accetta nemmeno questo.
ogni volta che gli accenno alla mia stanchezza sono discussioni, quando è ora di dormire lui inizia con le sue perplessità sulla convivenza (spesso questioni di lana caprina, tipo se un domani tu sarai impegnata nove ore al giorno non costruiremo niente)
non sono la banca d'italia nè la madre di questo figlio nè la moglie di quest'uomo.
Ho fatto di tutto, sbagliando forse, per far capire che non sto bene, non sono in grado di seguire fisicamente un ritmo di vita che non sia più che sereno.
Gli ho chiesto di ritagliarsi una mezz'ora ogni tanto dal bambino.
gli ho chiesto di darmi tempo perché sono confusa, non capisco in che situazione mi trovi, so solo che vorrei riposare e non riesco a farmi capire da chi amo, o credo di amare.
Scusate se mi sono spiegata male, ma ripeto, sono confusa, non solo sulla situazione, faccio fatica a spiegarmi, perdo il filo.
So solo, a istinto, che vorrei far le valige e andarmene via.
Poi, per avere un paio di ore libere mi pare eccessivo, ma queste ore libere senza bambini o fidanzati per me sono vitali, per seguire un interesse, per distrarmi.
vi scrivo chiedendovi di aiutarmi a chiarirmi le idee.
Grazie :)

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Dr.ssa Daniela Benedetto
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Re: io, il mio ragazzo, suo figlio.

Messaggio da Dr.ssa Daniela Benedetto » 22 febbraio 2011, 0:38

Gentile Fly, io credo che la risposta già la conosce ma i suoi dubbi dal prendere la decisione di CAMBIARE la sua vita e le sue scelte, le comporta il dover accettare di avere forse sbagliato a fare scelte complesse, a essersi fidata del fatto che il suo compagno la potesse capire, comprendere e soprattutto rispettare le sue esigenze e i suoi diritti. A volte decidere di interrompere una relazione diventa complesso perchè ci sembra di interrompere e quindi annullare una parte di noi stessi, soprattutto se abbiamo idealizzato la relazione.
Abbia fiducia in se stessa e nelle sue sensazioni ed intuizioni.
Parli chiaramente al suo compagno e al di là della rabbia di lui, gli comunichi cosa desidera dal rapporto e lo confroti sulla reale disponibilità a condividere le proposte.
Non abbia dubbi, se non c'è spazio per lei si riprenda il suo tempo ed il suo spazio e non permetta a nessuno di decidere al suo posto soprattutto se questo qualcuno dimostra di non "ascoltare" e non com-prendere.
Un caro saluto
dr.ssa daniela benedetto
Dott.ssa Daniela Benedetto
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Re: io, il mio ragazzo, suo figlio.

Messaggio da fly74 » 21 luglio 2011, 18:47

grazie mille per la risposta :) a distanza di mesi sto comprendendo quello che lei ha detto in poche righe :)
Quantomeno riesco a dire cosa non va bene.

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