Storia finita - Lui era sposato

Hai mai pensato a quanti problemi sia legato l'affetto tra le persone? In fondo, tutte le altre emozioni nascono dalla frustrazione e/o dalla ricerca di amore e di essere amati, rassicurati sempre rispetto alle conferme affettive.
Ma è proprio dai genitori e da chi ci sta più vicino, (o meglio che ti aspetti ti stia più vicino) come i fratelli e le sorelle che spesso riceviamo le prime delusioni e continuiamo a soffrire anche da adulti, anche quando ci rendiamo conto che è un gioco senza fine. E' veramente difficile resistere alla tentazione di credere che un giorno per noi qualcuno cambierà e ci dimostrerà di essere come noi abbiamo sempre sperato.
Qual è la tua esperienza?


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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leyla62
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Storia finita - Lui era sposato

Messaggio da leyla62 » 24 febbraio 2011, 13:49

Io 52 anni - lui 63 - io separata - lui sposato con un figlio di 15 anni.
Purtroppo ho chiuso la porta.
l'ho fatto perchè ho capito che non avevamo un futuro come io lo volevo e perchè ho capito che lui non avrebbe mai preso una decisione,
l'ho fatto perchè cominciavo a sentirmi prigioniera di una situazione che non era proprio quella che volevo veramente,
forse l'ho fatto anche per fargli capire che se uno dice che sei la persona più importante al mondo e che vuole vivere con te, poi si deve comportare di conseguenza.
L'ho fatto perchè ha dovuto ammettere che separarsi gli avrebbe portato un danno economico........purtroppo la cosa a me ha fatto male, anche perchè la stessa cosa l'aveva detta mio marito per non farmi separare. M io il coraggio lo avevo trovato lo stesso.
Possibile che gli uomini non abbiano coraggio ?
Io non posso vivere solo di sabato e solo in una situazione di comodo.
So che nessuno avrà il modo che aveva lui di amarmi e che nessuno mi amerà e mi farà sentire come mi faceva sentire lui, che mi viziava in ogni modo e che mi faceva sentire come una regina.

Ma avevo iniziato a sentire una voglia di scappare, avevo voglia di una corsa forsennata lontano, mi sentivo intrappolata e senza un reale futuro, nel ruolo del sabato, mentre il resto della mia vita lo passavo da sola. Sentivo che la situazione anche girandola in diversi modi, non era proprio giusta. Io volevo la mia casa con lui, il nostro tempo, il decidere insieme cosa far da mangiare alla sera, il dormire insieme, tutto, insomma. Speravo si potesse, ma piano piano mi sono resa conto che la nostra poteva dirsi una situazione di comodo, per lui e forse anche per me. Non so.

Forse avrei dovuto aspettare. So che adesso mi mancherà tutto il suo affetto e non posso immaginare di poter voler bene a nessun altro, non voglio nessuno perchè ancora dentro di me penso che nessuno sarà mai come lui. Ma credo che verso me stessa devo fare chiarezza e darmi la possibilità di avere quello che merito,
anche se in questo momento ho ancora la tentazione di tornare indietro.

Ma avevo dentro di me la parola "LIBERTA'" a caratteri cubitali, anche se adesso sto soffrendo e mi manca. Avevo bisogno di sentire sollievo da qualcosa e di respirare profondo.
Così ho deciso. So che ora dovrà passare del tempo. e Spero che lui non soffra.

Mio cugino, molto prosaicamente mi dice : sì, tu eri la persona più importante della sua vita, però alla sera preferiva tornare a casa sua e al suo matrimonio sfasciato, anche se ci stava male. E se è vero che anche il figlio stava male in quella situazione, che cosa impediva di prendere una decisione ?

Forse le verità erano molteplici e anche lui era capace di raccontarsi delle verità personalizzate ?

Tutto giusto e tutti mi dicono che ho preso la decisione corretta.

Ma a me per il momento sembra di aver creato due solitudini. Lui aveva bisogno di affetto e anche io. E tra noi c'era un rapporto speciale.
E lui mi capiva e mi prendeva come sono, e sapeva sempre in ogni momento che cosa io stavo pensando e che cosa mi passava per la mente.

Non so. Adesso la botta è ancora troppo calda, ho solo voglia di piangere e non sento il sollievo sperato.
Adesso non vedo futuro. Aspetto.

So che ho fatto la cosa giusta, ma non ne sono ancora convinta.
E soprattutto prego che lui non soffra, che è una delle cose che mi pesa di più, oltre alla sua mancanza.
Non so se ho fatto veramente bene per me stessa, per come sono fatta, a rinunciare ad un affetto così,
a rinunciare a tutto l'affetto che sempre mi era mancato.
Che ne pensate ?
Grazie
Leyla62

natilla
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Re: Storia finita - Lui era sposato

Messaggio da natilla » 6 marzo 2011, 9:32

Quando una donna dice basta è perchè è arrivata al punto di non ritorno.
Un rapporto con tanti se e tanti ma è un rapporto finito in partenza.
Hai ragione gli uomini non sanno prendere decisioni e lasciano sempre che siano gli altri
a prenderle per lui.
Anche io alle soglie della vecchiaia e dopo 40 anni di matrimonio ho avuto il coraggio
di dire basta! mi è costato...altro se mi è costato sopratutto in salute, ma un uomo non puo'
tenere il piede in due scarpe e pretendere che venga accettato questo atteggiamento.
Ti auguro di uscirne fuori al più presto.
nat

Merak
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Re: Storia finita - Lui era sposato

Messaggio da Merak » 6 marzo 2011, 11:38

Non penso sia possibile fare l'amante a vita.
Non credo che si chiuda una storia perchè non ha futuro, o almeno non solo. Credo piuttosto che si chiuda una storia perchè non ci piace più quel presente.
Si è disposti, di solito, ad accettare un presente scomodo solo se dentro di noi sappiamo che è "a termine", se si percepisce in qualche modo che ha una scadenza.
Quando quella percezione o speranza svaniscono, allora quel presente scomodo si fa più scomodo, sempre più scomodo al punto da diventare inaccettabile.

Tu dici "E lui mi capiva e mi prendeva come sono": certo era facile per lui, quando poi alla fine della fiera se ne tornava a casetta sua.
Ti prendeva per come sei, ma part time, la donna-weekend, la fuga del fine settimana. Comodo così.

Ti auguro di superare in fretta questo momento di passeggera solitudine, ma ti invito a riflettere sulla differenza che c'è tra solitudine e libertà...

leyla62
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Re: Storia finita - Lui era sposato

Messaggio da leyla62 » 14 aprile 2011, 19:43

E' passato un po' di tempo.
Lui non si è rassegnato e non permette che io lo lasci,
mi ha chiesto di non buttare via questi tre anni, in nome dell'unicità del nostro rapporto.
In un primo tempo ho ceduto.
Ma non sono soddisfatta. Non sono felice.
Mi macero ogni notte, pensando a come convincerlo a lasciarmi libera.
Non riesco nemmeno più ad avere rapporti con lui. Ho cominciato a sentirmi depressa e ad avere crisi di ansia.
Ma mi sento troppo responsabile della sua felicità.
Non voglio creare un'altra solitudine, non voglio essere io la causa della sua infelicità e della sua solitudine.
E' una cosa che mi pesa tantissimo farlo soffrire.
Ha 63 anni e ho paura che lasciarlo significhi renderlo solo e infelice.
Ma credo di non amarlo più, o almeno non come prima.
Mi sento in colpa per tutte le sue attenzioni, le sue dolcezze, per come mi sta vicino e cerca di capire sempre come mi sento.
Ma anche se adesso mi dovesse dire che lascia la moglie e il figlio, per stare con me, credo sarei io a non accettarlo più.
Sono piena di dubbi e non vedo l'uscita da questa situazione.
A volte che mi dico che in nome del suo amore e del suo affetto, e del rapporto bellissimo che c'era, posso anche rimanere, aspettare un po' di tempo, e sperare che mi passi questa voglia di libertà.
A volte mi chiedo quanto contasse il mio bisogno di amore e di dolcezza, e di ricostruire una famiglia virtuale, nel nostro rapporto.
Mi dico che in nome dell'amore si può accettare di stare con un uomo non libero, se si tratta di amore vero.
Poi mi dico che ho il diritto di avere accanto una persona libera di decidere di sè e che non debba tornare a casa sua alla sera.
Poi subito mi dico che non voglio più nessuno. Non ho la minima voglia di iniziare altre storie.
Quindi tanto vale rimanere con qualcuno che mi vuole bene,perchè l'affetto e l'amore di una persona sono preziosi ed è un delitto buttarli via.
Sua moglie lo rimprovera di non essere mai a casa. Me la sono anche sognata, anche se non la conosco.
Io lo vedo solo il sabato e non per tutto il giorno.
Il resto della settimana, a parte rare eccezioni, sono sola e l'unica cosa che ho proprio di mio mio, e che mi rende serena durante il giorno,
è il mio lavoro.
Ma quando di notte sono sveglia, non posso fare altro che pensare alla nostra situazione, al fatto che lo voglio lasciare,
a pensare se sia legittimo lasciarlo, o se sia solo frutto del mio egoismo, se sia legittimo che ora mi pesi tantissimo la differenza di età,
che prima era solo un piccolo particolare che accettavo.
Mi accuso e mi scuso, dicendomi che lo sapevo prima che era sposato e che aveva 11 anni più di me. Dicendomi che adesso sono responsabile del nostro rapporto, che non avrei dovuto iniziare questa storia, e che ora non posso calpestare i suoi sentimenti e farlo soffrire.
Passo la notte così, e ogni mattina, al telefono vorrei dirgli : per favore, ti prego, lasciami libera, lasciami libera.
Poi penso a quando, tutte le volte che ho cercato di lasciarlo, lui si mette a piangere, e io mi sento una criminale insensibile ed egoista.
Tutto questo credo abbia logorato i miei sentimenti.
Poi penso a tutte quelle donne che vivono con levità e serenità, storie simili, dando lo stesso tutto l'amore che hanno, e mi do ancora dell'egoista.
Non so, sono confusa, vorrei scappare.
Prima o poi forse glielo dirò quel "lasciami libera".
Ma so anche che starò male, e che non sentirò quella sensazione che spero di sentire, di sollievo e di respiro profondo.
Ma non so quanto riuscirò a reggere a questa depressione latente.

leyla62
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Re: Storia finita - Lui era sposato

Messaggio da leyla62 » 21 aprile 2011, 18:10

è passato qualche giorno dal momento in cui ho avuto il coraggio ( o l'avventatezza ) di dirgli "lasciami libera" e non so cosa mi succeda.
Da un lato una percezione più acuta della realtà intorno a me, dall'altro una mancanza come una parte tolta, come succede per "l'arto fantasma",
da una parte una tiepida sensazione di libertà, ma dall'altra la consapevolezza di aver rovinato un rapporto fantastico e il dubbio prepotente che sia io sempre a rovinare tutto quello che di bello la vita mi regala.
Vorrei tanto chiamarlo, ma non saprei nemmeno cosa dirgli. Mi sembrerebbe di essere senza dignità.
Devo continuare a dirmi di mettere giù il telefono e di cercare di guardare avanti.
Ho bisogno di bere alla sera per dormire, non fino ad ubriacarmi ma almeno fino a che mi venga un po' di sonno.
Mi sembrava di non amarlo più e invece adesso mi butterei fra le sue braccia, chiedendogli di ricominciare.
Cosa mi succede ?
Non è che per accorgermi di quanto amavo qualcuno io abbia necessariamente bisogno di perderlo ?
Non è che ricreo sempre lo stesso schema di rottura e di perdita per convincere me stessa che posso recuperare quello che perdo ?
è la terza volta che lo lascio così.
Succede quando il rapporto che vivo non è intero ?
è questa altalena che mi logora.
Quando siamo insieme, passo le notti a cercare un motivo per lasciarlo, partendo dal fatto che è sposato e che c'è troppa differenza di età,
e quando lo lascio passo le notti a pensare di ricominciare.
Mi tornano le speranze e non riesco più a prendere le distanze dalla situazione per valutarla
con obiettività.
So che se ricominciassi, dopo un po' di tempo sarei punto e a capo.
Che comincerei a risentire quella insoddisfazione sottile, quella solitudine innaturale,
in chi è amato come lo ero io.
Forse non amo lui, ma il suo modo di amarmi,
forse la sicurezza di sentirmi amata,
perchè da sola non sono capace.
Aiuto. non voglio sbagliare di nuovo.

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