Lenta agonia

Hai mai pensato a quanti problemi sia legato l'affetto tra le persone? In fondo, tutte le altre emozioni nascono dalla frustrazione e/o dalla ricerca di amore e di essere amati, rassicurati sempre rispetto alle conferme affettive.
Ma è proprio dai genitori e da chi ci sta più vicino, (o meglio che ti aspetti ti stia più vicino) come i fratelli e le sorelle che spesso riceviamo le prime delusioni e continuiamo a soffrire anche da adulti, anche quando ci rendiamo conto che è un gioco senza fine. E' veramente difficile resistere alla tentazione di credere che un giorno per noi qualcuno cambierà e ci dimostrerà di essere come noi abbiamo sempre sperato.
Qual è la tua esperienza?


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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aastrid
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Iscritto il: 25 marzo 2016, 13:44

Lenta agonia

Messaggio da aastrid » 25 marzo 2016, 13:49

Salve, scrivo perchè da anni sto vivendo una condizione di sofferenza per me atroce. Sto buttando al vento la mia vita, possibilità di realizzarmi professionalmente, interessi, costruzione della personalità, tutto. Mi sono innamorata di un uomo, che è molto attratto da me, saremmo compatibili al massimo, ma lui è impegnato, con famiglia. Ha di conseguenza mille freni nei miei confronti (in tutti i campi). Dice di non voler stare con me, ma poi il suo interesse è più che palese. Alterna momenti in cui si manifesta molto preso (in cui io rinasco), a momenti di totale freddezza (in cui io muoio). Da qui parte un tragico loop, arriva la paura di perderlo, inizio a colpevolizzarmi, a pensare che non valgo niente e che sono una donna che fa schifo, come persona. Inizio a cercare del tempo da passare assieme a lui, a cercare disperatamente un contatto, per provare a recuperare quel suo "amore" che seppur per brevi momenti, mi fa sentire felice e importante... Non gliene parlo di questa sofferenza, sarebbe la fine, mi abbandonerebbe del tutto... Di solito accade che non appena tocco il picco massimo di sofferenza (notti insonni, pianti disperati, vomito, alcol, cibo poco salutare, tachicardia) mi calmo, mi blocco... inizio a concentrarmi di nuovo un pochino sui miei interessi, la mia vita, mi chiudo. A quel punto lui si riavvicina, e io ci ricado in quel "sogno", a cui poi segue sempre di nuovo "l'incubo", e così via. Sono cosciente del fatto che questa situazione mi fa del male, ma non riesco a chiuderla, ho il terrore di perderlo, perchè ho la sensazione che questo comporterebbe una sofferenza troppo grande, inaffrontabile, molto peggio di quella che vivo ora... Sono debole e senza energie, si è rotta la mia corazza di donna bella, brava, simpatica, intelligente, colta che ho creato per esorcizzare la "pecora" (definizione di mia mamma) che ero considerata da piccola, quando non ero capace di difendermi dalle amiche "spigliate", o di esprimere i miei giudizi per paura di perdere l'approvazione degli altri. Nel frattempo frequento altri uomini, che mi sollevano per poco tempo nei momenti in cui mi sento morire, mi apprezzano loro, sono tutte persone fantastiche ma che io, purtroppo non riesco ad amare. E sono incapace di rifiutarle perchè mi fa sentire una persona orribile. E perchè significherebbe forse perdere la loro stima. Ma tutto l'insieme mi fa sentire una persona schifosa, senza attributi, molle, vigliacca. Mi odio. Non so affrontare la vita, sono una boa. E sono in gabbia, per colpa mia. Sono sempre cresciuta in un ambiente negativo e giudicante, accusata di essere egoista, menefreghista e cattiva, nonostante nel mio piccolo ho cercato di rendere felice in tutti i modi i miei genitori, che per loro natura felici non lo sono stati mai... Avvolti nella loro idea di sfortuna hanno fatto scattare in me un forte senso di rivalsa, che mi ha portato a lottare, ad essere determinata, raggiungere i miei obbiettivi... Qualche anno fa poi un mio parente si è ammalato di quella malattia orribile, e dopo un anno se n'è andato... da li è iniziata la mia lenta agonia... tutto quello che avevo costruito (corazza compresa): PUFF! e poi quest'uomo... Vi prego aiutatemi

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