Desiderare una relazione e al contempo rigettarla

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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Chibi
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Desiderare una relazione e al contempo rigettarla

Messaggio da Chibi » 21 marzo 2019, 14:05

Buongiorno a tutti,

Sono nuova qui sul forum - in realtà "nuova" in generale, nel senso che prima d'ora non mi ero mai iscritta da nessuna parte - quindi non so bene se questa sia la sezione giusta per esprimere i miei dubbi ed esporre brevemente la mia situazione, nonché chiedere consigli.

Sono arrivata ad un punto di non ritorno, motivo per cui sto seriamente pensando di rivolgermi a una persona esperta ed esterna per iniziare a comprendere meglio il mio malessere e, se possibile, imparare a gestirlo. Devo dire che già solo buttando giù queste poche righe mi sembra di aver sollevato un pochino il macigno che ho sul cuore, perché finalmente ne sto parlando e sto mettendo da parte quella facciata d'imperturbabilità che tutti amiamo tanto mantenere e che non fa altro che renderci più miserabili.

Il mio malessere non è nato come malessere. Sono giovane - ad Agosto compirò 24 anni - e ho terminato 4 anni fa una storia durata 2, dalla quale sono nati tutti i miei guai. In realtà all'inizio è stato facile recuperare le uscite con le amiche - intervallando momenti euforici a periodi di profonda crisi ovviamente, durati per circa un annetto - e buttarmi sugli impegni universitari, ai quali tengo moltissimo e che sono in procinto di terminare.

Ho iniziato anche dopo un paio di mesi dalla rottura a vedere qualcuno, giusto per parlare con nuove persone, estendere i miei orizzonti e allargare il mio giro di conoscenze. Queste persone erano tutti bravi ragazzi, ma non mi entusiasmavano. La rottura mi ha comunque condotto a fare innumerevoli riflessioni, tra le quali l'idea che nelle relazioni "adulte" non ci si debba aspettare - o perlomeno non in tutti i casi - il classico colpo di fulmine, ma molto più spesso l'attrazione verso l'altro nasce nel corso del tempo, man mano che quella conoscenza è approfondita e diventa intima. Pertanto ho provato in tutti i casi che mi sono capitati - certamente non numerosi - ad uscire almeno 2-3 volte con la stessa persona, per poi rendermi conto di non aver fatto altro che confermare la mia primissima impressione, deludendo e facendo perdere tempo ad entrambi.

Dopo alcuni tentativi andati storti ho deciso di prendermi una pausa, iniziando a pensare che non tutti dobbiamo per forza avere relazioni e che certamente la realizzazione di una persona non si basa sullo status sentimentale. Circa due anni fa questa convinzione si è trasformata in una sorta di apatia verso l'altro genere: non mi interessava rispondere a messaggi scritti da persone che volevano conoscermi, non mi interessava conoscere gente, ne ero addirittura infastidita. Mi pareva di avere molte cose più interessanti in gioco di cui occuparmi e mi ci sono buttata a capofitto, ignorando quello che oggi io reputo essere un segnale.

Nel frattempo passano gli anni. Nessuno continua ad interessarmi - cosa peraltro strana tenuto conto del fatto che conosco persone che saltano da una storia all'altra senza alcun tipo di problema - ma c'è un cambiamento: approcciarmi con le persone alle quali interesso mi genera ansia, malessere. Pertanto evito le comunicazioni, non rispondo nemmeno, ho paura/ansia anche solo di uscire per un caffè. Mi dicevo che ciò fosse dovuto al fatto che queste persone non mi interessavano davvero e che fosse la naturale conseguenza di aver provato a "forzare" precedentemente qualcosa che invece dovrebbe essere naturale. In realtà questo inizierà poi a succedere anche con persone che trovo interessanti o che penso potrebbero piacermi e con le quali prima sarei uscita volentieri.

Intanto vedo intorno a me amiche e amici che portano avanti storie di anni o che trovano persone con le quali sembrano avere da subito complicità o che perlomeno sono entusiaste di conoscere. Anche il mio ex fidanzato ha iniziato una storia, circa un anno fa, che pare molto promettente. Questo inizia a devastarmi perché mi ritrovo ad essere incapace di fare lo stesso. E' come se quella sorta di meccanismo mentale che ho innescato - anche per liberarmi dal ricordo della precedente relazione, s'intende - mi abbia del tutto compromessa dal punto di vista sentimentale.

Sembra drammatico, ma non mi sento più in grado d'innamorarmi. Non sono capace di provare attrazione e se la provo mi crea disagio, non la vivo bene. Desidero una relazione - mi sono negata per anni di ammetterlo perché non volevo apparire emotivamente debole - ma al contempo la respingo. Oggi penso forse di non meritare la mia occasione.
Vorrei avere una seconda chance per mettere in pratica ciò che ho imparato in questi anni, per potere avere una storia più matura e consapevole, ma non ci riesco. E non credo che questo sia dovuto solo al fatto che gli incontri sono casuali e che le occasioni capitino quando meno uno se l'aspetta. Credo che il mio atteggiamento stia minando alle mie chances di avere quello che agli altri sembra riuscire tanto bene.

Piccola precisazione, qualora qualcuno pensasse che io sia ancora legata emotivamente al mio ex fidanzato: ci siamo incontrati circa un paio di anni fa per un caffè e si è scusato per alcuni comportamenti tenuti nei miei confronti quando la relazione è finita. So per certo che sarebbe stato intenzionato a riprendere le cose, ma io a quel punto non provavo più nulla per lui. Siamo cambiati entrambi e indietro non si torna.

Torno indietro solo con il pensiero a cosa ho provato quando la nostra relazione è iniziata, a quel fantasma del passato che allora mi aveva dato tutti i sintomi dell'innamoramento e mi chiedo se mai sarò in grado di aprirmi nuovamente a qualcosa del genere. Per il momento ne dubito, ma non desidero consolidare questo meccanismo emotivo che ho innestato e che a me pare estremamente deleterio.

Ho esagerato ritenendo che questo sia un problema degno di un consulto? Qualcuno ha mai provato qualcosa di simile? Come ha risolto?
Forse queste poche righe non riescono molto a far comprendere l'entità del malessere che questa situazione mi crea, ma credetemi, ne soffro molto e già da tempo.

Grazie di cuore per aver letto fin qui e per le eventuali risposte che riceverò.


Chibi

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