Come capire se si ha un problema o meno?

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderator: Dr.ssa Daniela Benedetto

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Kerigan
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Come capire se si ha un problema o meno?

Post by Kerigan »

Buongiorno Dottoressa.

Ho già scritto nella sezione "Depressione", perchè era quella a cui il mio problema pareva assomigliare di più, però in effetti non ho idea se lo sia.

Dopo aver passato un 2006 pieno di disgrazie e un 2007 pieno di problemi di salute ( se dovesse servire potrei anche dilungarmi nei dettagli), non riesco più a concentrarmi nello studio.
Frequento la Facoltà di Ingegneria e non ho mai avuto problemi di studio prima di adesso, ma dopo questi due anni d'inferno non sono riuscita evidentemente a riprendermi. Non ho sintomi di depressione, anzi, dopo sette anni di storia a distanza, finalmente sono andata a vivere con il mio ragazzo, ma nonostante questo non riesco ancora a trovare la concentrazione durante lo studio. Passo intere giornate sui libri senza riuscire a memorizzare niente e ho il vero e proprio terrore di andare agli esami, mai successo prima ed è ovvio che sia collegato al brutto periodo passato.

Ho provato nel 2008 a buttarmi tutto alle spalle e nel 2009 mi sono pure trasferita per "regalarmi" qualcosa di bello, sperando aiutasse questo problema, ma per adesso non vedo miglioramenti.

Mi mancano solo 3 esami, ho il terrore di non riuscire mai a darli e di non cominciare così a vivere davvero, cosa posso fare secondo lei?

La ringrazio per il suo parere.
“La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire ad assomigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi.”
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Dr.ssa Daniela Benedetto
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Post by Dr.ssa Daniela Benedetto »

Gentile Kerigan,
non credo che il problema sia capire di x sè se lei sia depressa o meno. Credo sia significativo dare senso alla sua vita e ai "passaggi" dolorosi della sua esistenza. Dare corpo ai "progetti" e soprattutto e prima ancora conoscere i suoi desideri e quanto la soddisfazione di questi gratifichino la sua esitenza.
Ci parla di "disgrazie", di "storia a distanza" ma anche di "inizio di convivenza". Sono tutti momenti di passaggio, di cambiamento e di per sè anche laurearsi prevede cambiamenti, decisioni, distacchi, responsabilità. Vuol dire chiudere un altro capitolo della sua vita e aprirne tanti altri.
Sarebbe interessante approfondire altri aspetti, altre informazioni a riguardo, conoscere i suoi vissuti, le sue paure,le sue fantasie e le sue aspettative riguardo al suo futuro.
Il lavoro di psicoterapia le permetterebbe proprio questo e nel tempo di fare luce con maggiore serenità su se stessa dando corpo e sostanza a tutto ciò che le appartiene e soprattutto ai suoi progetti e desideri.
Cordialmente
Dott.ssa Daniela Benedetto
Psicologa Psicoterapeuta a Roma Monteverde
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