Voglia di mollare tutto

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


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Antonia
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Voglia di mollare tutto

Messaggio da Antonia » 31 maggio 2011, 0:36

Salve a tutti! Sono nuova, nuovissima, di qui, perciò non so né se sto scrivendo nella sezione giusta né se sono nel sito giusto :D Ho dato un'occhiata in giro e so che ci sono problemi molto peggiori dei miei, però cercavo un parere.

Allora, sono una ragazza e ho 28 anni. Sono già stata da una psicologa anni fa, diciamo per problemi di autostima e mi è stato di grande aiuto, diverse cosette le ho risolte e ho cambiato il mio modo di vedere le cose, che prima era sempre e solo negativo. Infatti vengo da una famiglia in cui il pensiero è molto pessimista, del tipo Se questa fosse davvero una buona offerta di certo non capiterebbe a me, Tanto non cambia mai niente, Guarda questo quanto è bravo, Guarda quello quanto è bravo, ma ai propri figli mai un incoraggiamento così!

Ma lasciamo stare quello che ormai è passato, il presente ora è che faccio un lavoro che non mi piace e che soprattutto non ho esattamente scelto, e se ho seguito i consigli che tutti mi davano di continuare con questo lavoro (e sottolineo tutti, ci fosse stata una persona d'accordo con me che non ero convinta, mi faceva una certa impressione l'idea di farlo a vita) è anche perché pensavo non sarei riuscita in qualcosa di diverso. Ma all'università avevo studiato altro e sto continuando a studiare altro...appunto perchè nella vita volevo fare altro. Sinceramente non so cosa, ma so che questo era proprio il lavoro che non volevo fare.

Purtroppo sono andata a lavorare troppo presto, già mentre facevo la triennale lavoravo e con qualche periodo no di mezzo (sarà stata solo tristezza o depressione non lo so) mi son ridotta a finirla in 6 anni. Mi sono iscritta alla specialistica, ma sono indietrissimo con gli esami, prima dei 30 anni non finirò di sicuro, e poi a cosa mi servirà se un lavoro a tempo indeterminato già ce l'ho? Insomma, continuo a chiedermi che senso ha studiare se poi quando avrò finito sarò già in là con gli anni rispetto agli altri? (oltre al fatto che cambiare sarebbe comunque difficile visto che vincolata da questo lavoro) Che senso ha tutta la fatica che sto facendo, il mio star male perchè non riesco a dare esami, non sarebbe meglio a questo punto mollare lo studio e far sì che il tempo libero sia vero tempo libero? Ma dall'altra non voglio ammettere di aver fallito e non mi piace l'idea di mollare l'università (che ho scelto e volevo) per un lavoro che non mi piace.

Lo so, di questi tempi dovrei starmene buona visto che almeno un lavoro ce l'ho, ma attorno ho tutta gente che fa il lavoro per cui ha studiato e mi ha fatto capire che è sempre possibile, non è certo, ma possibile. Vedo persone che ho attorno che, magari con un po' di pazienza, trovano il lavoro che volevano loro. Io invece non ho nemmeno provato veramente a cercare un lavoro che avesse a che fare con quel che ho studiato, un po' perchè ero convinta di essere una schiappa in quel campo e nessuno avrebbe preso me, e un po' perchè pensavo Quando mi finisce il contratto manderò in giro curriculum, con calma, e intanto finisco di studiare. E invece col tempo si è trasformato in un contratto a tempo indeterminato. Solo che non lo sopporto più, mi viene male la mattina all'idea di andare a lavoro, e comincio a pensare davvero che il mio posto sicuro diventerà la paga sicura di qualche psicologo.

Scusatemi, come sempre ho scritto troppo....comunque riassumendo la domanda è: secondo voi uno psicologo mi potrebbe aiutare a capire cosa voglio veramente dalla vita? Oppure mi potrebbe aiutare e convincere (e magari farmi piacere :) ) il lavoro che ho? O potrei risolvere benissimo da sola questa cosa, e in caso avreste qualche consiglio? Ho paura di arrivare ad esplodere e licenziarmi senza aver prima trovato qualcos'altro....

Grazie a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere.... :D

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Sergio67
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Sergio67 » 31 maggio 2011, 16:19

E' una domanda difficile la tua, cara Antonia, che conosco fin troppo bene, essendomela posta non una ma centinaia di volte.

La prima cosa che posso dirti è che sì, è possibile rilassarsi un pochino all'interno del tuo attuale lavoro. Lasciare che il tuo senso di rifiuto che oggi ti può sembrare avere una dimensione assoluta cali un pochino, dandoti lo spazio per riprendere un po' di fiato. Arrivare però addirittura a farselo piacere, personalmente lo trovo un po' più difficile. Di certo è possibile trovare il modo di vierlo con maggiore serenità, ma non è detto che questa sia la scelta migliore.
Se ti serve uno psicologo o se puoi farcela da sola, solo tu puoi saperlo veramente. Uno psicologo può aiutarti a capire se dietro il rifiuto di questo lavoro c'è un'esigenza più profonda, la ricerca di qualcosa che dia un senso di pienezza alla tua vita o se si tratta solo di cercare di sfuggire a qualcosa che non sai nominare, ma in fondo sai bene che sei solo tu che puoi veramente rispondere.

In merito alla questione specifica posso solo dirti che non c'è un'età alla quale "ormai non è più possibile". L'età lavorativa sì è alzata, oggi si lavora fino agli oltre 60 anni e tu ne hai 30. Capisco i tuoi dubbi, magari alimentati da pensieri tipo "Non ce la posso fare", ma la domanda è: come pensi di affrontare il resto della tua vita lavorativa? Come vorresti vedere la tua vita il giorno che ti guarderai indietro?

Non c'è una risposta giusta, o meglio, non c'è una risposta sbagliata. Sia che decidi di provare a cambiare, sia che decidi di restare dove sei, l'unica cosa che mi sento di dirti è di scegliere con il cuore.

Per il resto, se conosci l'inglese, guardati questo
http://www.youtube.com/watch?v=RcYv5x6gZTA

Un abbraccio
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Antonia
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Antonia » 1 giugno 2011, 0:14

Grazie, non mi aspettavo una risposta così lunga! :) E addirittura qualcuno che abbia capito il problema...di solito mi vedono tutti come pazza quando dico che vorrei mollare.

Sì, prenderlo più serenamente si può ed è quel che cerco di fare e mi riesce...finché oramai ciclicamente tornano le "giornate nere", e la mia paura è di agire impulsivamente in uno di questi periodi e mandare una lettera di licenziamento per liberarmi subito.

Ti ringrazio per il video, mi hai fatto scoprire una grande persona che prima non conoscevo! Ecco, anche questo mi piace, il fatto di scoprire, oltre quello di aver riscoperto che l'inglese non l'ho del tutto perso. Di interessi ne avrei mille, andavo bene in tante materie, riesco a trovare curiosità in tutte e salto abbastanza facilmente da una all'altra, perciò credo potrei fare un sacco di cose...invece in questo lavoro faccio sempre le stesse cose, non c'è crescita personale ma "regressione", nel senso che mi sento "parcheggiata" lì nonostante le mie potenzialità e sento che so sempre meno rispetto quando ho iniziato anni fa. Ho già provato a farlo presente, ma non cambia nulla, dovrei anzi essere grata per il posto che ho, e intanto vedere che le cose vengono fatte da persone che non sanno.

Come vorrei vedere la mia vita quando mi guarderò indietro? In crescita, come prima di iniziare questo lavoro. Che sì, ovviamente all'inizio ho imparato a farlo ed è esperienza di crescita anche quella, ma poi si è fermato rallentandomi pure gli altri programmi. Vorrei la possibilità di crescere e magari un po' di soddisfazione da quello che faccio. Solo che proprio perché mi piacciono tante cose, non so per cosa ho una vera e propria passione, non so su cosa puntare dritto l'obiettivo e ho paura di sbagliare, di scegliere quella cosa per cui non sono portata e se sbaglio non posso poi tornare indietro.

Comunque grazie ancora per le tue parole... :wink:

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Sergio67
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Sergio67 » 1 giugno 2011, 15:36

La tua paura è perfettamente comprensibile, e assolutamente giustificata. L'ipotesi della fuga e non della partenza è tutt'altro che remota, e bisogna tenerla in giusto conto. In questo senso hai ragione, agire sull'onda dell'impulsività non sempre è la scelta migliore.

Dall'altra parte una partenza presuppone che ci sia almeno una direzione in cui andare. Che ci sia o meno un punto di arrivo non è probabilmente così importante, ma almeno il senso di una direzione bisogna averlo. per questo ti inviterei ad approfondire proprio l'argomento di cosa ti piace veramente. In qualsiasi lavoro si finisce per fare alla fine sempre le stesse cose, ma quando quello che facciamo ci appassiona è più facile riuscire a viverle ogni volta come una cosa nuova. Inoltre, se posso permettermi un pensiero basato su così poche informazioni, rifletterei sul discorso di "mi piacciono tante cose ma nessuna mi appassiona". Perché il fermarsi "alla superficie" di qualcosa potrebbe essere connesso a una certa sfiducia (autostima!?) nella propria capacità di diventare "esperti" dell'argomento. Una sorta di "disimpegno" generalizzato.

Solo tu puoi sapere, esplorando il tuo cuore, quali sono le cose che veramente, nel bene e nel male, ti appassionano. Seguire le proprie passioni è probabilmente un'esigenza universale, ma ciascuno ha le proprie. Quelle degli altri non vanno bene. Per questo forse come prima cosa dovresti ascoltare te stessa cercando, oltre la paura, ciò che veramente sei. Abbi fiducia, sei molto di più di quello che probabilmente pensi.

Un abbraccio
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Antonia » 3 giugno 2011, 0:12

Grazie di cuore....in effetti dovrei saperlo io cosa voglio....non so se sia anche un discorso di autostima, mi sento un'ignorantona rispetto alle persone a cui vorrei "somigliare", lo metto fra virgolette perché so che ogni persona è unica, ma vorrei sapere acnh'io tutte le cose che sanno loro e invece niente....e ormai è un po' tardi per approfondire tante cose perchè il tempo veramente libero è poco....però d'altra parte mi sento di essere molto di più delle altre persone con cui lavoro, non tutte, ma la maggior parte...motivo in più per cui mi sta stretto e mi sento in gabbia....

Chissà che l'estate coi suoi ritmi meno intensi mi aiuti a pensare un po'....anche se spesso ci ho pensato senza arrivare ad un dunque. Grazie ancora! :wink:

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Sergio67
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Sergio67 » 3 giugno 2011, 14:21

E perché non desiderare di "somigliare" a... te stessa!!!

Non è mai tardi per cominciare e non importa quello che sanno gli altri, ma quello che hai voglia di sapere tu. Io sto per iscrivermi all'Università, e non lo faccio per solo sport. E se non ci riesco quest'anno, per una serie di motivi tecnici e sottolineo tecnici, allora lo faccio il prossimo. E non sono più un ragazzino.
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Re: Voglia di mollare tutto

Messaggio da Dr.ssa Daniela Benedetto » 22 luglio 2011, 11:46

Gentile Antonia,
solo ora mi sono collegata per aggiornare le risposte al forum. Ma anche se un pò in ritardo alla sua richiesta mi permetto di darle il mio parare.
Come il lettore che le ha risposto in precedenza ha fatto rilevare, il tempo e l'età non sono indicativi in termini di scelta, decisioni e cambiamenti.
E' evidente che è arrivata ad un tale livello di saturazione che di fatto ora vengono a galla una serie di empasse che durante il suo percorso di vita ha cercato di soffocare e bypassare con altro, stringendo i denti e facendosi forza.
Non si risolve nè abbandonando tutto nè resistendo all'infinito ad una situazione stantia e soffocante.
Tra l'altro mi sembra di capire che ci siano sbalzi d'umore che non facilitano la lucidità per afforntare il suo giusto percorso di vita e la lettura limpida dei suoi desideri.
E' certamente indicato un percorso psicoterapeutico che la coadiuvi nella ricerca di se stessa, nel comprendere le sue empasse e nel ri-trovare la sua strada.
Sono a sua disposizione e non esiti a contattarmi se fosse di Roma.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Daniela Benedetto
Psicologa Psicoterapeuta a Roma Monteverde
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