ho bisogno di aiuto urgente

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

Rispondi
nuvolagrigia
Messaggi: 7
Iscritto il: 25 gennaio 2013, 0:16

ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 25 gennaio 2013, 2:12

Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni. Da due anni e mezzo quasi ho iniziato una terapia di tipo cognitivo-comportamentale con utilizzo dell' EMDR, da una terapeuta privata, per problemi di depressione, ansia, dipendenza affettiva, disturbi ossessivi, ed è venuto fuori che dovrei avere uno schema di attaccamento di tipo insicuro-ambivalente. Mia madre ha 51 anni è una donna anaffettiva, con frequenti crisi isteriche, che da un lato ha utilizzato metodi educativi per così dire 'all'antica' come ceffoni e urla e sensi di colpa dall'altro è stata esageratamente permissiva e liberista durante l'adolescenza permettendomi di tornare a casa la mattina dopo una nottata in giro senza dover rendere conto a nessuno. Mio padre ha ugualmente 51 anni ed è un uomo molto chiuso e introverso. Entrambi sono orfani di padre nell'infanzia. Loro si vogliono molto bene. Non si separano mai: lavorano assieme, vanno a fare la spesa assieme, cucinano quasi sempre assieme, non si separano mai per più di mezza giornata. Io ho una relazione da 5 anni con un uomo di 49 anni a cui sono molto legata pur essendo consapevole che costituisce per me una sorta di figura genitoriale. Inizialmente il nostro rapporto era molto travagliato per via delle mie numerose crisi isteriche e per il fatto che ogni volta che litigavamo io non riuscivo a non telefonargli continuamente, se non mi rispondeva lo chiamavo di seguito ripetutamente anche per tutto il giorno senza interruzione, oppure andavo a cercarlo a lavoro. Con il procedere della terapia i miei sintomi si sono alleviati, fino a quando il mio compagno non ha avuto un grave problema di salute, che ora è risolto, ed io sono caduta nuovamente in stato depressivo. Nel contempo i miei genitori hanno deciso che era arrivato il momento di smettere di pagarmi la terapia, io non lavoro e tutti insistono affinché io mi laurei anche se a 25 anni sono ancora all'ultimo anno della triennale. Vedendomi presa dalla disperazione la dottoressa mi ha detto che avrebbe continuato ugualmente la terapia. Circa 6-8 mesi fa la terapeuta mi ha detto che era il caso di provare a interrompere la terapia perché mi stavo adagiando sulle sedute settimanali senza fare progressi. Per l'EMDR è previsto che i pazienti possano fare delle brevi telefonate al terapeuta se hanno delle difficoltà, io ho cercato sempre di attenermi alle regole senza sforare oltre i 5 min durante il periodo in cui facevamo terapia. Quando è stato deciso di interrompere la terapia la dottoressa mi ha dato la sua disponibilità per chiamarla al telefono se avessi avuto bisogno, in particolare in caso avessi avuto pensieri suicidari. Inizialmente ho cercato di contenermi ma man mano che il tempo è andato avanti la sentivo sempre più di frequente fino a sentirla tutti i giorni anche più volte al giorno e nel corso delle telefonate parlavamo, oltre che dei miei problemi anche di vari argomenti di tutti i generi. Ho sviluppato una vera e propria dipendenza da lei, con un grossissimo senso di colpa perchè non la stavo pagando, arrivai a pensare che avrei voluto che fosse stata mia madre (questa persona ha 60 anni) avrei voluto passarci del tempo assieme come se fosse stata una persona di famiglia. Per via del costo delle telefonate lei mi ha dato il suo numero di casa ed io ogni volta la chiamavo prima al cellulare e poi lei mi diceva di chiamarla a casa. Ho alimentato la fantasia che saremo potute rimanere amiche anche dopo che la terapia fosse finita. Un giorno mi consigliò di andare a vedere un'opera lirica a cui lei stessa sarebbe andata e io ci andai con mia nonna, una donna molto anziana. Quando vidi la dottoressa con sua nipote, figlia di sua sorella, provai un grande dolore nel capire che io non facevo assolutamente parte della sua vita. Nel frattempo raccontai queste cose ad un amico che mi disse che a suo parere anche ella avrebbe potuto avere una sorta di dipendenza da me e mi consiglio di leggere un libro di Alice Miller dove si chiariva questo concetto. Nel frattempo oltre le telefonate riprendemmo anche le sedute settimanali e le mie pretese andarono oltre e le dissi chiaramente che avrei voluto abbracciarla e fare delle cose assieme come se fossi stata sua figlia. Lei mi disse che questo non andava bene e che era solo la mia terapeuta e che man mano che andava avanti la terapia avrei dovuto cercare di chiamarla sempre meno fino a che mi sarei anche spontaneamente dimenticata di chiamarla. Lessi il libro della Miller che mi era stato consigliato e provai a dire alla dottoressa che magari lei aveva bisogno di qualcuno da accudire (durante le telefonate mi raccontò che suo padre era un uomo molto severo e dopo che era morto lei era stata molto vicino a sua madre, una donna molto fragile di cui lei parlava come se fosse stata una bambina) io avevo bisogno di essere accudita e perciò magari era per quello che non riuscivo a guarire. Mi disse che questo che le avevo detto era molto grave e che le avevo dato un grande dispiacere. Ultimamente mi sento molto sotto stress perché dovrei riuscire a laurearmi a Marzo ma sono indietro con l'ultimo esame e con la tesi. La dottoressa da qualche mese mi ha detto che avrei dovuto provare a smettere di cercarla, e che se stavo ancora molto male sarebbe stato il caso di iniziare a prendere psicofarmaci, cosa di cui io ho una paura tremenda perchè mi è stato detto che fanno molto male. Ultimamente stavo provando a cercarla di meno ma forse per via dello stress della laurea e per il fatto che lei mi dice che non posso permettermi di staccare nemmeno mezza giornata se mi voglio laureare in tempo, ho perso il controllo di me stessa e ci ho litigato. Faccio un sacco di fatica ad alzarmi dal letto la mattina e cosa peggiore non riesco a smettere di telefonarle. Più o meno inconsciamente anche se mi riprometto sempre di non farlo, la chiamo sempre quando so che lei non mi potrà rispondere e non smetto fino a che non mi risponde, l'altro giorno sono arrivata a fare 25 telefonate in un pomeriggio con in notevole disturbo che ciò comporta, La dottoressa era furiosa e mi ha detto che dovevo ringraziare che ero una sua paziente perchè con chiunque altro avrebbe chiuso ogni rapporto e che l'unico sbaglio che aveva fatto era quello di continuare a farmi terapia anche senza pagarla, che comunque avrebbe continuato a farmi terapia 1 volta a settimana, senza fare telefonate, e che lei era solo la mia terapeuta anche se questo io non lo volevo capire. Il fatto è che mi sento tradita perché penso che sia impossibile per me non sentire più una persona a cui penso di tenere molto. Ora sto molto male e penso che non ci sia nessuno al mondo di cui potermi fidare, ho paura di tutto, degli altri e di me stessa.... non voglio assolutamente continuare ad ossessionare nessuno e ho molta paura di me stessa quando reagisco a questo modo, penso di essere una persona orribile che mi potrebbero anche giustamente denunciare, ma allo stesso tempo ho paura di prendere psicofarmaci.... Vorrei un consiglio, non so valutare la situazione dovrei continuare la terapia con questa dottoressa e prendere gli psicofarmaci o provare a chiedere consulenza a qualcun'altro magari nella struttura pubblica?

blackbird
Messaggi: 171
Iscritto il: 16 febbraio 2007, 22:39

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da blackbird » 25 gennaio 2013, 23:38

ciao Nuvolagrigia, ho letto il tuo messaggio e coincidenza vuole che proprio oggi riflettevo sulla parola "Affezione"..
Il significato di questa parola può derivare dal verbo "Affezionarsi" che vuol dire suscitare l'affetto di qualcuno, e dal sostantivo "Affezione" che vuol dire malattia.. Riflettevo come stranamente questa parola che ha un risvolto emotivo davvero forte, avesse pure un'ambivalenza etimologica ancora più considerevole.
Nonostante questo, chi è l'individuo che non ha mai provato entrambe queste situazioni emotive: il sentimento che ti porta a volere e desiderare con tutte le tue forze la vicinanza e quindi la considerazione di una figura umana, e il sentimento che invece ti fa rifiutare la vicinanza e l'attaccamento ad un essere animato (...o non..).
Quindi, a mio parere, dobbiamo soltanto diventare bravi ad ammettere l'esistenza di queste propensioni..accettare che esistano..considerarle normali. Forse solo così l'alatalenanza ridurrà al minimo l'inclinazione.
In cosa consiste l'EMDR? Perchè puoi telefonare a chi te lo insegna? Si tratta di esercizi che, se non ben eseguiti, possono produrre un effetto involuto?

nuvolagrigia
Messaggi: 7
Iscritto il: 25 gennaio 2013, 0:16

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 26 gennaio 2013, 14:01

ciao blackbird, ti ringrazio innanzitutto per la risposta e per la pazienza che hai avuto di leggere il fiume in piena che ho scritto.
L'EMDR è una tecnica di rielaborazione dei traumi mediante i movimenti oculari, puoi sicuramente trovare informazioni più chiare di come te lo possa spiegare io su un sacco di siti internet. è molto efficace per singoli traumi molto forti come violenze, incidenti, catastrofi etc. e consente di riavviare o velocizzare un processo di elaborazione del trauma fino a portare al completo superamento, nel senso che ritornando al ricordo dell'evento, esso non causa più alcun tipo di emozione sgradevole perchè è stato completamente rielaborato. Viene utilizzato anche in casi di tanti piccoli singoli traumi come quelli che possono essere avvenuti nell'infanzia a causa di genitori aggressivi e manipolatori, ma il processo e molto più difficile, intanto perchè non è una tecnica che consente di ricordare ma solo di rielaborare, quindi bisogna che prima i ricordi vengano a galla, e poi perché a quanto pare tanti piccoli traumi ripetuti, se avvengono soprattutto nel periodo in cui il cervello si sta sviluppando, rimangono incisi molto più fortemente e creano dei percorsi neuronali ben consolidati... prendi con le pinze quello che ti sto dicendo perchè è quello che ho capito io. Cmq si può telefonare perchè quando si va a sbloccare il trauma possono venire fuori emozioni molto sgradevoli che, sempre a quanto ho capito io, erano rimaste bloccate, per cui può essere necessario avere delle dritte per aiutare l'elaborazione.
Rispetto a quello che mi hai scritto tu sono decisamente d'accordo solo che penso che per me la consapevolezza di ciò non sia ancora veramente arrivata in profondità come dovrebbe essere, per cui delle volte è più automatico prendersi in giro da soli piuttosto che affrontare l'immensità di vuoto e dolore che si celano dietro incessanti richieste di aiuto.
Saluti :)

blackbird
Messaggi: 171
Iscritto il: 16 febbraio 2007, 22:39

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da blackbird » 29 gennaio 2013, 0:20

Ciao Nuvolagrigia. come stai?
Avevo già letto in passato qualcosa su l'EMDR e, mi sembra di capire, tu la stai usando per rielaborare un trauma (o tanti piccoli traumi) impartito dai tuoi genitori..
Io credo che un genitore "aggressivo e manipolatore" venga vissuto e visto in questa maniera agli occhi del figlio, sia portatore di grande sofferenza dal figlio stesso. Un dolore che non possa essere espresso con le sole parole, che nemmeno i singoli gesti ne possano tradurre la dimensione. Credo che in questi casi anche la fiducia verso le persone con cui si interagisce venga minata in modo decisivo. Ed avere aspettative, delle quali non si immagina la reale amplitudine, non aiuta di certo.
Che dire del comportamento della tua terapeuta.. Se inizialmente aveva permesso il suo coinvolgimento ed interessamento quasi illimitati, non è chiaro il perchè dopo si dovrebbe ritrarre dalle sue stesse azioni, dichiarando, oltrettutto, d'aver subito un "grosso dipiacere" da una richiesta che sembrerebbe legittima (perchè lei stessa l'aveva permessa). Sembrerebbero azioni che trascendono ogni logica..
Quello che io credo è che il terapeuta non può essere ambiguo, non può dare adito a certi comportamenti che creerebbero soltanto confusione (in chi, di solito, ne ha già troppa)..
Dici che la tua terapeuta ha una specializzazione in terapia cognitivo-comportamentale. Mi chiedo se anche per chi ha questo genere di specializzazione sia previsto un lavoro su loro-stessi che permetta un'elaborazione dei propri movimenti interiori.. Un training sulla gestione del transfert e del co-tranfert.. Perchè da come racconti la tua esperienza sembrerebbe che ci siano state delle lacune in merito..
Ovviamente nessuno può stabilire cosa sia giusto o sbagliato nella tua esperienza con la psicoterapia, con la tua storia.. Io davvero non posso darti un consiglio davvero oculato.. Soltanto voi due "sapete"..avete modo di gestire il vostro rapporto.
nuvolagrigia ha scritto:Rispetto a quello che mi hai scritto tu sono decisamente d'accordo solo che penso che per me la consapevolezza di ciò non sia ancora veramente arrivata in profondità come dovrebbe essere, per cui delle volte è più automatico prendersi in giro da soli piuttosto che affrontare l'immensità di vuoto e dolore che si celano dietro incessanti richieste di aiuto.
Saluti :)
Ti assicuro che nemmeno per me la consapevolezza sia ancora arrivata..ma nemmeno credo di esser arrampicatami sul primo gradino!
Mi incuriosisce quello che intendi quando dici"automatico prendersi in giro".. Affrontare l'immensità di vuoto e dolore è compito di un eroe, ma prendersi in giro può farlo anche uno molto autoironico!
Un abbraccio

nuvolagrigia
Messaggi: 7
Iscritto il: 25 gennaio 2013, 0:16

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 31 gennaio 2013, 1:09

Ciao blackbird, grazie molte per quello che mi hai scritto, penso che tu abbia capito molto bene quello che mi sta capitando dentro.
A dire il vero oggi sono un po' giù e continuo ad avere molti dubbi sul fatto di poter riuscire mai a guarire... Ieri ho fatto la seduta di psicoterapia cercando un po' di allentare le tensioni e le cose sono un pochino migliorate... purtroppo però le risposte che mi sento dare sono sempre le stesse, psicofarmaci, psicofarmaci e basta... sto quasi iniziando a convincermene...
Anch'io ho riflettuto sul fatto che questa dottoressa non sappia bene cosa significhi gestire il transfert e controtransfert, perché non ho mai sentito nominarle il controtransfert.... probabilmente non ha idea di cosa sia. Da quanto mi ha detto lei il fatto che non mi stia più rispondendo non è una cosa sul personale ma dice che lo fa per me, perchè non mi è utile appoggiarmi a lei, però io ho molti dubbi su questo perchè prima mi diceva il contrario che avevo bisogno di una figura di riferimento stabile e non ambigua come dici tu, ma dato che non mi ha risposto nemmeno quando mi sono scusata con lei per il fatto di aver dubitato di lei questo mi fa pensare che la cosa sia molto sul personale e che forse anche lei non abbia ben chiaro se forse io potrei avere ragione o meno altrimenti mi avrebbe detto chiaramente che non era così come pensavo senza offendersi, credo. Mi ha detto che io non ho saputo gestirmi l'opportunità che mi ha dato perchè anziché cercare di staccarmi da lei gradualmente, mi sono invece sempre più attaccata. Da quello che mi dice lei io dovrei riuscire a lasciarmi il passato alle spalle e non tenere questo rancore nei confronti di mia madre perchè lei mi vuole bene anche se non è capace di dimostrarmelo. le sedute con l'EMDR non sono ancora finite e questo un pochino mi lascia ancora sperare, anche se lei mi ha detto che è meglio interromperle fino alla laurea perchè non vuole che scombussolarmi ancora di più. Io le ho risposto che sto riuscendo a studiare cmq pochissimo e ho molti momenti giù e molti momenti di forte ansia, ma per tutta risposta mi ha detto che la mia ansia è esagerata è che non c'è bisogno di rovinarmi la vita per un esame, che lei un'ansia così forte l'aveva provata solo quando stava morendo il padre e li era giustificata, solo che non capisce che io razionalmente mi rendo conto che l'ansia è troppo forte per il fatto che si tratti di un esame ma purtroppo non riesco a deciderlo altrettanto razionalmente, nonostante tutte le tecniche di rilassamento, di avere o non avere ansia. sul fatto della fiducia lei mi ha detto che di una persona o mi fido o non mi fido, ed è proprio per il fatto che non mi fido di lei che non riesco a guarire...
Adesso penso solo che forse sia inutile tentare di farle cambiare idea e farle capire in che stato di confusione io mi trovi, tanto vedo sempre e solo che lei è sulla difensiva, d'altronde nessuno la obbligava a farmi terapia cmq anche se non posso più permettermi di pagarle le sedute e per questo le sono cmq grata e sono in debito con lei. L'unica cosa che mi resta da fare è confidare che l'EMDR possa riuscire a migliorare la situazione, se nemmeno così dovesse andare, potrei sempre provare a cercare un terapeuta nella struttura pubblica, questa volta però un'analista, perché questa situazione mi ha già aggiunto confusione alla confusione, come dici tu, e se all'inizio ho provato a fidarmi di lei e della terapia adesso mi sento molto più sul chi va la e ho paura di continuare ad aggiungere valanghe di caos e malumori.
Se anche così non dovesse andare forse mi dovrò rassegnare a prendere psicofarmaci a vita, anche se questa cosa mi fa veramente imbestialire perchè so che non sono proprio caramelle e che delle persone hanno avuto parecchi effetti collaterali, e penso ma porca miseria è possibile che oltre il danno anche la beffa, perchè non li hanno dati a mia madre gli psicofarmaci quando le venivano le crisi isteriche e mi prendeva a ceffoni da bambina? possibile che tutto sia sempre in qualche modo giustificabile?
Ti ringrazio ancora, spero che riuscirai a salire anche tutti chi gli altri gradini e mi auguro di riuscire a farlo anch'io
Un abbraccio anche a te :)

blackbird
Messaggi: 171
Iscritto il: 16 febbraio 2007, 22:39

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da blackbird » 31 gennaio 2013, 20:23

Nuvolagrigia,ciao!
Ho visto che stai tenendo la stessa discussione anche nella sezione "Consulenza Psicologica" e stai colloquiando con la doc.Arduino a tal proposito.
Cosa ne dici di ripostare in quella sede anche il tuo ultimo messaggio che hai scritto qui?
Credo che ti sarebbe utile...
Per il resto..in bocca al lupo!

nuvolagrigia
Messaggi: 7
Iscritto il: 25 gennaio 2013, 0:16

Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 8 febbraio 2013, 20:19

Ciao blackbird! si il giorno che ho scritto il messaggio non sapevo dove fosse più adatto e l'ho messo su entrambe le bacheche. ti ringrazio per il consiglio ma non me la sento di appesantire tanto la discussione con la doc. Arduino dato che mi ha già fornito le risposte ai dubbi che avevo posto.
Un saluto, in bocca al lupo anche a te!! :)

Rispondi

Torna a “...E se decidessi di fare una psicoterapia? Indicazioni per l'uso!”