Disturbo dell'alimentazione

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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zo75
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Iscritto il: 28 dicembre 2016, 1:48

Disturbo dell'alimentazione

Messaggio da zo75 » 28 dicembre 2016, 2:27

Salve, non so nemmeno come sono arrivata a questo Forum, probabilmente arrivata in questa fase della vita, ho sentito la necessità di condividere un problema che mi porto dietro (segretamente) dall'adolescenza. Non saprei spiegare perché, ma sin da bambina ho avuto un rapporto strano con il cibo: provavo vergogna a mangiare davanti gli altri, ero cicciottella, così come lo erano tanti bambini nei fantastici anni 80; già da bambina il cibo rappresentava una coccola, una compensazione da gustare in segreto, ecco allora montagne di merendine nascoste, buste di patatine nascoste negli armadi, era il mio tesoro, le mie pillole di felicità. Eppure in famiglia non c'erano grandi problemi: amata dai genitori (forse un po' trascurata a scapito del lavoro), adorata da nonni e vicini, la cocca di tutti. La situazione peggiora durante l'adolescenza, i piccoli pasti extra diventano delle grandi abbuffate fatte di nascosto, inizio ad ingrassare e a chiudermi in casa, è un circolo vorticoso, nessuno capisce, tutti ti sgridano: "sei bella, perché rovinarti per il cibo?" oppure "hai un viso bellissimo...però..". In quel "però" abbattevo tutta la mia frustrazione tuffandomi ferocemente sul cibo. Gli anni passano, l'ossessione verso il cibo è costante, ci sono degli anni, che la mia memoria classifica come felici, in cui facevo delle diete drastiche in cui riuscivo a perdere tanti kg, ciò significava mare con gli amici, divertimento, innamoramenti...gioia e anni terribili, le abbuffate diventano sempre più frequenti e sempre più incontrollabili, mangiò fino allo sfinimento, qualsiasi cosa: dolce, salato, pane...l'importante è riempire fino a sentire il dolore allo stomaco e quella sensazione di pienezza. Arrivano gli anni dell'università, studentessa fuori sede: dieta ferrea, attività fisica..quindi..felicità; la situazione peggiora quando si ammala mia sorella, decido di farmi carico di tutti i problemi: è la fine. Da allora sono passati 15 anni, ogni giorno lotto con il mio problema, ogni giorno, più volte al giorno, il cibo è diventata un'ossessione, peso 100 kg e comincio ad avere problemi di salute. Mi sveglio pensando al cibo, vado a lavorare e mi fermo a diversi bar. Amici e familiari continuano a non capire, si arrabbiano e non si capacitano di come possa aver "deciso" di buttare la mia vita così, per una debolezza. Io non saprei dire se la mia è una debolezza, o un disturbo, ho scoperto anche il nome..BED..mha non so, so soltanto che a volte mi sembra di dover riempire un vuoto incolmabile, mi sento come se dovessi fermare una macchina con i freni rotti...

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