per lei

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

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lunatica
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per lei

Messaggio da lunatica » 12 luglio 2009, 17:23

Negli anni in cui ho svolto il tirocinio sono venuta spesso a contatto con persone dal disturbo di personalità borderline..complicatissime..Osservavo il lavoro dello psicoterapeuta e dello psichiatra,mi documentavo,mi informavo;io,purtroppo,da educatrice,non potevo fare granchè, anche se mi sarebbe piaciuto..Un'esperienza ke mi colpì profondamente ..Finchè non conobbi all'università una ragazza "al limite" ,ma la nostra amicizia non durò che il tempo di un esame..si suicidò..non seppi far nulla per aiutarla,forse non potevo far nulla..Nn ho fatto altro ke documentarmi, andando anke al di là delle mie competenze, finchè non mi sono decisa a dare alla mia tesi il nome di questa patologia infernale..Mi sento in colpa, mi chiedo se, al di là della psicoterapia o degli psicofarmaci,gli unici aiuti validi, avrei potuto far qualcosa ..da educatrice e da amica..
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allegra
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Messaggio da allegra » 12 luglio 2009, 19:07

Ciao lunatica, quale università hai frequentato? Sai anch’io ogni tanto penso di suicidarmi, anzi una volta ci ho provato, ma adesso non voglio commettere lo stesso errore. Si ci penso, però non faccio nulla per applicarlo. Mi dispiace per la tua collega. Sai io ho conosciuto una collega di università anche lei adottata come me, io provengo dalla russia lei invece dalla romania. All’inizio le ho raccontato tutta la mia storia, sono stata pure a dormire a casa sua, ma adesso ci siamo allontanate, non parliamo più ,però io le voglio molto bene e capisco quando soffre. Lei mi ha detto di non andare più dalla psicoterapeuta e dallo psichiatra, ma io ne ho bisogno, non posso ascoltarla. Non come posso aiutarti. Solo che puoi farti aiutare da uno psicoterapeuta per rielaborare la morte della tua collega. Un abbraccio allegra

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Messaggio da lunatica » 12 luglio 2009, 19:12

Non pensare mai ad una cosa del genre,allegra..la tua vita vale molto piu di quello ke pensi e continua a farti aiutare.Nella vita gli amici vanno e vengono,dai tempo al tempo.. Ti auguro tanta serenità.
Studio scienze dell'educazione,devo discutere solo la tesi, anke se la mia unica vera passione è la psicologia!
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Messaggio da allegra » 12 luglio 2009, 19:17

Anch’io sono iscritta scienze della formazioni, come indirizzo ho scelto educatore dell’infanzia. Non ti preoccupare non mi suicido.

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Messaggio da Dr.ssa Daniela Benedetto » 14 luglio 2009, 6:25

Gentile Lunatica io credo che la sua "impotenza" rispetto alla decisione della sua collega sia del tutto normale non solo il sentirsi (impotenti) ma il fatto di esserlo davvero. Non abbiamo alcun potere nei confronti di qualcuno che decide di non farsi aiutare. IL "grido di aiuto" è l'unico modo che abbiamo, ascoltandolo, per rispondere e indicare all'altro il nostro orientamento. Ma poi è la persona in questione che deve cogliere l'opportunità. La vita è la cosa più bella che abbiamo ma ci vuole coraggio per affrontarla. Ma d'altra parte è proprio questo, il coraggio, di sbagliare, di vincere, di essere o non essere per qualcuno, di esserci per qualcuno o meno, la capacità di sopportare i limiti e le frustrazioni ma anche quella di sapere godere delle gioie e delle passioni e di sentirsi liberi di amare e di sentire che può dare un senso alla vita stessa.
Anche noi psicoterapeuti possiamo aiutare e curare nel momento in cui qualcuno decide di venire da noi e "denudarsi" delle proprie resistenze affidandosi alla nostra competenza e alla propria fiducia in se stessi e nell'altro soprattutto nel rispetto di se stessi e della propria vita.
Un caro abbraccio
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Messaggio da lunatica » 14 luglio 2009, 21:24

Lei ha ragione Dottoressa..ma a volte può capitare che non si riesca a percepire "il grido d aiuto",soprattutto se non "urlato" ma velato..Mi chiedo ora se un giorno,da educatrice,potrò rimediare ed aiutare(per quanto mi sarà possibile per competenza ed in quanto persona) chi soffre di tale disturbo..Potrò fare qualcosa anch'io?
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Messaggio da Dr.ssa Daniela Benedetto » 14 luglio 2009, 23:22

Una missione difficile proprio perchè non dipende da lei o meglio solo da lei. Ha ragione: dipende anche e soprattutto da quanto il"grido di aiuto" sia percepibile dall'altro, da quanto l'altro vuole davvero essere aiutato.
Io credo che lei sarà in grado di fare tante cose ma solo quando gli altri le daranno modo di essere aiutati. Questo è il suo limite, il nostro limite e per questo non possiamo sentirci in colpa.
Un abbraccio
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Messaggio da allegra » 15 luglio 2009, 17:21

Ciao lunatica, come stai? Spero bene. Io purtroppo oggi mi viene da piangere senza un reale motivo, in realtà sento la mancanza della mia psicoterapeuta.
Quando devi discutere la tua tesi?
Spero che dopo la tua laurea riuscirai a aiutare persone con difficoltà psichici e sociali.
Io a esempio sto molto male quando sto assieme a bambini, loro mi ricordano il mio passato, ma spero che supererò questo limite perché dopo la laurea dovrò andare a lavorare in luoghi per i minori. Ti abbraccio allegra

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