telefono......

Un mondo di gioie e dolori, di salite e discese ; un mondo "diverso" che urla la propria normalità. L'immagine e la conoscenza di se', il rapporto con il proprio corpo, la propria sessualità, le barriere architettoniche e mentali che dobbiamo superare, le piccole grandi difficoltà della vita quotidiana che dobbiamo affrontare, sono le basi da cui partire per affermarci non solo come disabili ma come persone. Parliamo di questo e molto altro ancora.

Moderator: Dr.ssa Patrizia Facchini

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angy
Posts: 2
Joined: 6 February 2006, 12:36

telefono......

Post by angy »

Buongiorno Dott.ssa,
sono capitata in questo sito leggendo un suo invito trovato su uno specifico forum.
Per prima cosa vorrei fare i complimenti a tutte le persone che lavorano in questo sito... l'ho trovato molto interessante e utile.
Sono una donna disabile motoria da circa 10 anni e vorrei chiederle un consiglio dopo averle brevemente raccontato il mio problema.
Ho una relazione stabile con un uomo divorziato da alcuni anni, il nostro rapporto è collaudato e, nonostante le difficoltà che lei saprà, siamo molto felici. E allora dove sta il problema?
sono sempre insicura nonostante non ci siano motivi reali per esserlo, anche le cose più piccole le vivo come fossero delle grandi tragedie e per alcune cose lui non mi capisce.
Le faccio un esempio di un qualcosa successo soltanto ieri:
Andrea(così si chiama il mio compagno) ha due numeri di cellulare, uno per tutti è uno che usiamo soltanto noi.
Non c'è un motivo particolare per questa scelta se non quello di poter parlare più liberamente senza essere disturbati, questa cosa ci ha sempre accompagnato per tutta la nostra storia; la sento una cosa soltanto nostra.
Ieri Andrea ha dato il NOSTRO numero di cellulare alla sua ex moglie per necessità... non gliene faccio una colpa ma quest'altra donna si è messa ad utilizzare questo numero e non più quell'altro!
Mi sento invasa, quasi come se fosse entrata nella nostra intimità, quasi come se fosse entrata nella nostra camera da letto.
Andrea questa cosa non la capisce, dice che è solo un numero di telefono.
Io ci sto davvero male ma purtroppo sono così per tutto.
Questo era solo un esempio, sono molto ansiosa anche verso la mia famiglia.
Ho una famiglia che mi aiuta tantissimo e mi adora; sono figlia unica e questa mia ansia si trasforma verso i miei genitori in continui pensieri di morte , nel senso che ho una tremenda paura di essere lasciata sola e di vedere i miei genitori morire.
Come dovrei comportarmi?
cordialmente
Claudia
Last edited by angy on 24 July 2006, 14:12, edited 1 time in total.
Dr.ssa Patrizia Facchini
Posts: 16
Joined: 27 January 2006, 15:57
Location: modena

Post by Dr.ssa Patrizia Facchini »

Mia cara Claudia,
dopo aver letto attentamente il tuo messaggio, mi sembra di aver individuato due diversi problemi: la questione del numero di telefono e quella più profonda che interessa , in modo più generico, la tua, o meglio, la nostra condizione.
La disabilità molto spesso ci confonde: prima di essere disabili siamo donne, innamorate o meno, ma prima di tutto donne.
Chiaramente le nostre esperienze ci caratterizzano e se, come mi sembra di avere capito quando mi scrivi di essere disabile da 10 anni, è avvenuto qualcosa che ha cambiato radicalmente la nostra vita questo ci influenzerà in tutto.
Quando mi parli del tuo compagno, dell'episodio che tanto ti ha turbato non vedo una donna disabile ma soltanto una donna innamorata, forse un po' gelosa dei propri spazi e del proprio uomo.
Gli spazi sono importanti e quello che posso consigliarti in merito a questo problema è di parlare con lui, nel caso questo disagio (per come lo sentii tu, perché per lui non lo è"... è soltanto un numero di telefono...") continui, facendolo presente e trovando insieme il giusto equilibrio.(Rispetto per lui ma anche per te stessa)
C'è però una cosa molto importante che non dovresti mai dimenticare:"... nonostante le difficoltà che lei ben saprà, siamo molto felici.".
Nello scrivermi questa affermazione avrai avuto in mente episodi, fatti, cose dette che ti hanno portato a considerare il vostro rapporto collaudato e felice... allora prova ad avere sempre davanti agli occhi, ma soprattutto nel cuore, queste cose per cercare di reagire al meglio quando si presenteranno questo e altri disagi.
Per quanto riguarda ciò che mi scrivi sui tuoi genitori e più in generale sulla tua insicurezza riguardo a ciò che può accadere nella vita , questo è un disagio effettivamente amplificato dalla condizione.
Tieni sempre presente che ciò che succederà in futuro non lo può conoscere nessuno, la precarietà è un sentimento che fa parte della vita di tutti(chi la prova a causa di un incidente, chi a causa di un lavoro ecc.) e credo che la si possa combattere, ma non vincere, lavorando al meglio per costruirci il nostro futuro.
Con il termine" lavorando" mi riferisco a tutti i campi della vita: impegnarsi nella costruzione di relazioni sane con gli altri, applicarsi con impegno nel lavoro, avere fiducia nelle proprie capacità, non lasciarsi abbattere dalle difficoltà ma trarne sempre insegnamenti per crescere .
Oltre tutto hai una relazione stabile dalla quale partire o eventualmente continuare nel percorso che deve vederti sempre protagonista della tua vita.
Spero di esserti stata utile... tu per me, in un certo qual modo, lo sei stata.
A presto
Dott.ssa Patrizia Facchini
valentina855
Posts: 3
Joined: 3 February 2006, 12:57

Post by valentina855 »

io posso capire seppur parzialmente , perchè aimè npn ho mai avuto un ragazzo,come ti senti xkè anch'io sono disabile.come diceva la dott.sa prima è vero prima di essere disabili siamo donne,ma è altrettanto vero che le pers che ci amano pur sforzandosi di capire come ci sentiano spesso ci riescono solo parzialmente.xciò secondo mio umile parere dovresti parlare a cuore aperto col tuo compagno e spiegarli che vuoi che alcune cose restino uno spazio tutto vostro e che viceversa ciò ti destabilizza. spesso il dialogo è la miglior cura.
con amicizia
valentina
angy
Posts: 2
Joined: 6 February 2006, 12:36

Post by angy »

Buongiorno Dott.ssa,
La ringrazio di cuore per la sua tempestiva risposta.
Mi ha fatto molto riflettere la frase <... prima di tutto siamo donne...> e ho cercato di parlare al mio compagno del dramma del telefono come una donna innamorata.
Lo definisco dramma per sottolineare come queste cose, e altre simili, che per lui non hanno rilevanza ce l'abbiano per me.
Ho riflettuto , questa volta insieme ad Andrea , sulle considerazioni che lei mi ha fatto riferendosi al nostro rapporto: viviamo situazioni difficili ma ci amiamo al punto tale da riuscire a trasformare le difficoltà in obiettivi da raggiungere insieme .
Andrea ha fatto un gesto bellissimo per risolvere questo mio disagio.
Ha parlato con la sua ex moglie e le ha detto di non utilizzare quel numero telefonico ma , quanta ne avesse necessità, quell'altro.
Sono rimasta molto colpita da questo gesto e mi sono chiesta se la mia gelosia, che in alcuni momenti diventa anche senso di possesso, non venga amplificata dalla mia condizione fisica.
Sono sicura del suo amore e credo tanto in noi , ma allora perché?
per quanto riguarda quello che lei ha definito<... precarietà...>, sto lavorando per la costruzione del mio futuro ma credo che, come ha detto lei, la si possa combattere ma non vincere.
Mi auguro solo che tutte le persone che mi stanno accanto non la debbano subire troppo e che con il tempo possa arrivare controllarla... è davvero una brutta gatta da pelare :)
cordialmente
Claudia
Dr.ssa Patrizia Facchini
Posts: 16
Joined: 27 January 2006, 15:57
Location: modena

Post by Dr.ssa Patrizia Facchini »

Cara Claudia,
la gelosia e il senso di possesso, come lo chiami tu, sono sentimenti ed emozioni naturali che qualunque individuo , prima o poi, arriva a sperimentare nell'arco della propria vita.
Non sempre sono sentimenti legati all'amore e a volte, quando diventano eccessivi o limitanti smisuratamente la vita dell'altro, dipendono dal nostro egocentrismo.
È capitato a tutti di provare gelosia e possesso verso una persona che , seppur non più nostro oggetto d'amore, ha fatto parte della nostra vita sentimentale.
Questo spesso ci può confondere, può creare un po' di confusione nei sentimenti racchiusi nel nostro cuore ma, ad un esame più obiettivo, possiamo capire che tutto questo non è legato all'amore ma all'aver sempre considerato questa persona come una cosa nostra.
Le persone non SONO " cose nostre", le persone SCELGONO di essere" nostre".
Quello che è importante è avere sempre presente che questa scelta viene fatta attraverso la concretezza dei gesti, attraverso il rispetto del DOVERE di coppia, inteso come dovere la distruzione del nostro egocentrismo a beneficio del rapporto d'amore .
Credo che la tua gelosia, come qualunque sentimento che provi, non possa prescindere dalla tua situazione fisica proprio perché , che ci piaccia o no, noi siamo ANCHE la nostra disabilità.
Quando ci guardiamo allo specchio, quando ci rapportiamo con gli altri ma anche con noi stessi non dimentichiamo mai le nostre difficoltà e questo ci influenza, ci caratterizza, a volte ci pesa altre volte meno.
La paura di perdere ciò che, dopo tante sofferenze, ci ha ridato felicita è davvero tanta ma non lasciarti" paralizzare" da ciò e fai sempre del tuo meglio per costruire un rapporto basato sull'amore e sulla fiducia reciproca.
Questo ti premierà e non avrai mai nulla da rimproverarti.
A presto
Dott.ssa Patrizia Facchini
Tilly
Posts: 1
Joined: 9 February 2006, 12:19
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Post by Tilly »

Buongiorno a tutti,

sono stata invitata a visitare questo forum da Patrizia, ottimo medico, ma per me cara e preziosa amica.

Non essendo io disabile, come diceva Valentina, posso arrivare a capire solo parzialmente come ci si possa sentire ad esserlo ma capisco invece perfettamente cosa significhi essere donna…e nello specifico, donna innamorata e un po’ gelosa.
Credo che la gelosia sia un sentimento che spesso nasce con l’amore vero, o almeno nel mio caso è stato così.

Purtroppo il suo rivelarsi con il suo altro volto, quello del possesso la trasforma in una sorta di mostro che ci offusca il cervello rendendoci insicure, ci attanaglia l’anima e un po’ ci avvelena la vita.
Spesso come dice Claudia non ci sono dei reali motivi ma anche le più piccole cose vengono vissute come dei “drammi”…incomprensibili agli altri proprio perché sono solo nostri.
Dai momenti che io vivevo (e ogni tanto vivo ancora) come drammi sto pian piano (ma molto piano :) ) capendo che proprio con il dialogo non “feroce” ma pacato, con il rispetto non solo per me stessa ma anche per lui, con l’attenzione puntata su di noi come coppia e non su quelli che possono disturbare questo essere noi, si ottengo dei risultati, anzi il risultato, che è quello di vivere felicemente ma soprattutto serenamente.
Vedo con piacere che anche per te Claudia il dialogo e le riflessioni a due hanno portato i loro frutti :)

Un abbraccio,
Antonella
Patpukdap
Posts: 1
Joined: 6 September 2006, 17:24
Location: USA

Post by Patpukdap »

It is really??
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allegra
Posts: 1585
Joined: 9 December 2005, 21:11

Post by allegra »

come ti chiami? capisci l'italiano?
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