...Ho paura

Un mondo di gioie e dolori, di salite e discese ; un mondo "diverso" che urla la propria normalità. L'immagine e la conoscenza di se', il rapporto con il proprio corpo, la propria sessualità, le barriere architettoniche e mentali che dobbiamo superare, le piccole grandi difficoltà della vita quotidiana che dobbiamo affrontare, sono le basi da cui partire per affermarci non solo come disabili ma come persone. Parliamo di questo e molto altro ancora.

Moderator: Dr.ssa Patrizia Facchini

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abc
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...Ho paura

Post by abc »

Ciao a tutti, vorrei chiedervi un parere.
Io non ho mai frequentato altri disabili; i miei genitori sono stati abbastanza illuminati da lasciarmi frequentare le compagnie di tutti. I miei amici sono tutti normodotati.
Per la prima volta sono entrata in un gruppo di disabili, per fare sport.
Un ragazzo - disabile - mi sta dimostrando particolari... attenzioni, nonostante non ci conosciamo quasi per nulla. Proprio per questa ragione devo dire che mi attira poco, non sono solita innamorarmi di qualcuno finché il rapporto è così superficiale.

...O forse le cose stanno diversamente.
Questo ragazzo, la prima volta che abbiamo parlato, mi ha spiegato che si stava lasciando con la morosa - conosciuta in chat, abitante dall'altra parte d'Italia e disabile anche lei. Di fronte alla mia perplessità, ha aggiunto: "disabile, ovvio, i normodotati non ci cagano a noi". Ho cercato di contraddirlo - senza troppa convinzione, ché a volte penso la stessa cosa - ma mi ha ribadito la sua idea.
E io, di quest'idea, ho un po' paura.

Ho paura di entrare in una specie di gruppo chiuso e ghettizzato in cui si fa amicizia e ci si mette insieme solo all'interno; ho paura che gli altri, vedendomi con un disabile, si convincerebbero definitivamente che "beh, ne ha trovato uno come lei", e che posso stare solo con quelli come me, che sto in un mondo a parte. Ho provato a figurarmi un futuro possibile con questa persona, rendendomi conto che non avrei il coraggio di farlo conoscere ai miei amici. Non per quel che penserebbero di lui - in fondo sono già amici di una disabile! - ma per quel che penserebbero di me.
Non ho il coraggio di invitarlo alla mia festa; mi racconto che è perché in fondo non ci conosciamo, ma so che inviterò anche gente che conosco poco. Non disabile.

Mi faccio abbastanza schifo per questo. Sto discriminando come non vorrei che gli altri facessero con me; ho paura come a volte hanno paura gli altri con me. Mi sto comportando come se mettermi con lui significasse "abbassarsi", non dimostrare la mia parità col mondo e la mia emancipazione. Come se un ragazzo fosse una conquista o una bandiera, per cui se la bandiera non ha una buona fama presso gli altri allora non posso levarla in alto.

La mia speranza è che le cose cambino conoscendolo meglio - e giudicandolo allora per quel che è davvero - ma so di partire con un pregiudizio e con una serie di paure più o meno sotterranee. Non mi piace per niente quel che sto facendo... quel che sento... ma lo sento lo stesso é.è
enemyofthesun
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Post by enemyofthesun »

Il tuo discorso mi pare profondo e degno di una persona di grande sensibilità e forza morale.

Secondo me fai benissimo a seguire la tua idea, non devi assolutamente ghettizzarti...
Anch'io a volte mi chiedo: mah, solo una persona coi miei problemi può capirmi, come farei a stare con una ragazza "normale"? (Benchè i miei siano problemi psicologici, sono a pieno titolo, anche se forse non adeguatamente riconosciuti, degli handicap, nel senso che limitano l'azione, non dal punto di vista fisico bensì da quello mentale).

No, io spero di non dovermi costruire una cerchia di persone che mi comprendono in quanto problematiche, certamente mi fa piacere poter parlare di cose che con altre persone non riuscirei ad affrontare, ma in fondo, chi si può definire "normale"?
Vorrei davvero che non esistessero più barriere, nè fisiche nè mentali...

Comunque sia, non partire nemmeno troppo prevenuta, se questo ragazzo pian piano ti interesserà glielo potrai far capire, senza farti troppe seghe mentali...insomma anche l'eccesso in senso opposto, discriminante come tu dici, non va bene...

Bisogna vedere il singolo individuo come persona in sè, e non per i suoi problemi, fisici o psicologici che siano...
E non è facile, e non da tutti :roll:
I'm only happy when it rains...
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Vale
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Post by Vale »

concordo con enemy.
poi a parere mio se questo ragazzo ti "conquistasse" a tutto tondo, non penseresti a nulla ma semplicemente ti innamoreresti di lui, indipendentemente da qualsiasi cosa :)
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.
weely

Re: ...Ho paura

Post by weely »

abc wrote:Ciao a tutti, vorrei chiedervi un parere.
Io non ho mai frequentato altri disabili; i miei genitori sono stati abbastanza illuminati da lasciarmi frequentare le compagnie di tutti. I miei amici sono tutti normodotati.
Per la prima volta sono entrata in un gruppo di disabili, per fare sport.
Un ragazzo - disabile - mi sta dimostrando particolari... attenzioni, nonostante non ci conosciamo quasi per nulla. Proprio per questa ragione devo dire che mi attira poco, non sono solita innamorarmi di qualcuno finché il rapporto è così superficiale.

...O forse le cose stanno diversamente.
Questo ragazzo, la prima volta che abbiamo parlato, mi ha spiegato che si stava lasciando con la morosa - conosciuta in chat, abitante dall'altra parte d'Italia e disabile anche lei. Di fronte alla mia perplessità, ha aggiunto: "disabile, ovvio, i normodotati non ci cagano a noi". Ho cercato di contraddirlo - senza troppa convinzione, ché a volte penso la stessa cosa - ma mi ha ribadito la sua idea.
E io, di quest'idea, ho un po' paura.

Ho paura di entrare in una specie di gruppo chiuso e ghettizzato in cui si fa amicizia e ci si mette insieme solo all'interno; ho paura che gli altri, vedendomi con un disabile, si convincerebbero definitivamente che "beh, ne ha trovato uno come lei", e che posso stare solo con quelli come me, che sto in un mondo a parte. Ho provato a figurarmi un futuro possibile con questa persona, rendendomi conto che non avrei il coraggio di farlo conoscere ai miei amici. Non per quel che penserebbero di lui - in fondo sono già amici di una disabile! - ma per quel che penserebbero di me.
Non ho il coraggio di invitarlo alla mia festa; mi racconto che è perché in fondo non ci conosciamo, ma so che inviterò anche gente che conosco poco. Non disabile.

Mi faccio abbastanza schifo per questo. Sto discriminando come non vorrei che gli altri facessero con me; ho paura come a volte hanno paura gli altri con me. Mi sto comportando come se mettermi con lui significasse "abbassarsi", non dimostrare la mia parità col mondo e la mia emancipazione. Come se un ragazzo fosse una conquista o una bandiera, per cui se la bandiera non ha una buona fama presso gli altri allora non posso levarla in alto.

La mia speranza è che le cose cambino conoscendolo meglio - e giudicandolo allora per quel che è davvero - ma so di partire con un pregiudizio e con una serie di paure più o meno sotterranee. Non mi piace per niente quel che sto facendo... quel che sento... ma lo sento lo stesso é.è
scusami, rispondimi sinceramente, tu i c.d. "normodotati" in base a quali parametri fisici li giudichi degni delle tue attenzioni affettive???
deprex
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Joined: 10 October 2006, 19:42

Post by deprex »

cara abc,
sai che io ti considero molto saggia, oltre che un'amica...
ti volevo solo dire una cosa riguardo tutto ciò che hai scritto: tu sei COME TUTTI GLI ALTRI !!!
anzi no, in effetti, non sei come tutti, seppur giovanissima hai una saggezza e una maturità da fare impallidire chiunque...

lo so che non ti sono stata molto d'aiuto riguardo la tua domanda... ma volevo solo farti sapere quello che io penso di te: davvero, sei una persona molto affidabile, seria e dispensatrice di consigli!!

ciao!!!
abc
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Joined: 4 November 2004, 20:11

Post by abc »

weely wrote: scusami, rispondimi sinceramente, tu i c.d. "normodotati" in base a quali parametri fisici li giudichi degni delle tue attenzioni affettive???
Per qualche motivo a me ignoto non mi arrivavano più le email per avvertirmi che c'era un risposta al topic, per cui ero più tornata a controllare e mi sono accorta solo adesso delle ultime risposte! Scusate!

Ciao Weely... la risposta alla tua domanda è... nessuno. Non penso che i parametri fisici di un "normodotato" per me sarebbero determinanti per farmi innamorare o meno di qualcuno.
Nel caso del disabile in questione, il problema esisteva per il semplice fatto che la sua disabilità lo rende (in quell'aspetto) simile a me, e ne discende tutta la serie di paure che ho descritto prima.

A proposito di queste.. ne approfitto per aggiornarvi: la situazione si è un po' chiarita quando ho conosciuto un po' meglio sia lui che gli altri. Senza dilungarmi, si può dire che:
- ho capito che lui ha un carattere che poco s'incastra col mio, mettiamola così; un po' mi dispiace cmq perché è considerato abbastanza fastidioso anche dagli altri e mi sembra abbia diversi problemi a relazionarsi;
- ho capito che con gli altri - che pure sono disabili - riesco ad avere un rapporto tranquillo, e l'idea di farli conoscere ai miei amici ecc. mi spaventa meno; quindi probabilmente *lui* mi mette in imbarazzo perché è *lui* e non perché è disabile.
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