Inferiorità

Un mondo di gioie e dolori, di salite e discese ; un mondo "diverso" che urla la propria normalità. L'immagine e la conoscenza di se', il rapporto con il proprio corpo, la propria sessualità, le barriere architettoniche e mentali che dobbiamo superare, le piccole grandi difficoltà della vita quotidiana che dobbiamo affrontare, sono le basi da cui partire per affermarci non solo come disabili ma come persone. Parliamo di questo e molto altro ancora.

Moderator: Dr.ssa Patrizia Facchini

Dr.ssa Patrizia Facchini
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Inferiorità

Post by Dr.ssa Patrizia Facchini »

Buongiorno a tutti,
vorrei porre all'attenzione degli utenti di questo forum, disabili e non , un argomento di discussione che è, frequentemente, all'ordine del giorno per chi soffre di una qualsiasi forma di disabilità: l'inferiorità.
Non più tardi di ieri sera, mi sono sentita dire dall'ex moglie del mio fidanzato che il motivo per il quale lui stava con una donna disabile era per far fronte ad un suo complesso di inferiorità nei confronti di non si sa bene chi.
Indipendentemente dall'episodio in sé, il messaggio trasmesso è stato quello di affermare che una persona disabile è considerata un individuo inferiore rispetto a chi non presenta difficoltà fisiche.
La mia storia di disabilità ha origini abbastanza recenti: lo sono da sei anni in seguito ad un incidente ma mi chiedo come è possibile, nel 2006 , aderire ancora a questi stereotipi? come si può considerare chi quotidianamente lotta per le piccole cose, vince e perde con coraggio battaglie che la maggior parte delle persone nemmeno si immagina, inferiore soltanto perché è stato un po' più sfortunato di altri? su quali basi si afferma ciò?

Dott.ssa Patrizia Facchini
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Lala
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Post by Lala »

Non credo c'entri la data (il 2006) ma penso che ci sia qualcosa di atavico dentro l'uomo che tende a considerare sano=vincente=adatto alla società.Ricordo i bambini disabili gettati dalla rupe a Sparta, o il razzismo nei confronti delle figlie femmine considerate deboli e quindi inutili.Siamo ancora lontani dalla accettazione
Davide49
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Post by Davide49 »

concordo con Lala.
Purtroppo a volte sembra davvero che il razzismo, il bisogno di denigrare, emarginare, colpire, ecc. facciano parte della natura umana, forse sono una manifestazione dell'aggressività vigliacca del sedicente forte col presunto debole.

Ma sarebbe anche interessante capire cosa spinge l'ex-moglie di lui a dire a te qualcosa che fa torto a entrambi (sia te sia lui).
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Vale
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Post by Vale »

concordo:è insito nel genere umano.

onestamnte ammiro le eprsone disabili poichè affrontano proprio quelle piccole battaglie quotidiane- per dire una sciocchezza ma per me importantissima- mio padre ora "lotta" ogni giorno per cose che a noi sembrano banali, tagliare la carne, farsi la barba....è molto più forte di me interiormente!! e di questo ne sono certa!! anche se fisicamente è molto debole :)

forse con la parola infriorità c'è chi intende solo ed esclusivamente fisica...anche se...inferiorità è proprio uan parola brutta :(
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.
wope

Re: Inferiorità

Post by wope »

Dr.ssa Patrizia Facchini wrote:Non più tardi di ieri sera, mi sono sentita dire dall'ex moglie del mio fidanzato che il motivo per il quale lui stava con una donna disabile era per far fronte ad un suo complesso di inferiorità nei confronti di non si sa bene chi.
Indipendentemente dall'episodio in sé, il messaggio trasmesso è stato quello di affermare che una persona disabile è considerata un individuo inferiore rispetto a chi non presenta difficoltà fisiche.
La mia storia di disabilità ha origini abbastanza recenti: lo sono da sei anni in seguito ad un incidente ma mi chiedo come è possibile, nel 2006 , aderire ancora a questi stereotipi? come si può considerare chi quotidianamente lotta per le piccole cose, vince e perde con coraggio battaglie che la maggior parte delle persone nemmeno si immagina, inferiore soltanto perché è stato un po' più sfortunato di altri? su quali basi si afferma ciò?

Dott.ssa Patrizia Facchini
Non riesco a rispondere a questo interrogativo prescindendo dall'episodio specifico, perché mi sembra che l'affermazione di questa donna si possa leggere anche in modo diverso: una frecciata nei confronti del suo ex marito, per qualcosa che ha a che fare con il loro passato coniugale e che riguarda solo loro due, e un'inopportuna strizzatina d'occhio alla fidanzata del suo ex marito.

Ad ogni modo, è vero che in molti considerano le persone disabili come individui inferiori, e lo dimostrano in molti modi. Credo che alla base di tutto ci sia la paura di vivere una condizione simile, una paura impedisce di "vedere" le persone disabili nella loro totalità, e orienta l'attenzione solo su un particolare, la difficoltà fisica, eliminando tutto il resto; dagli sforzi per vincere le proprie battaglie, a tutto ciò che con la disabilità non ha niente a che fare. Credo che in Italia questo tipo di atteggiamento sia più diffuso che altrove, perché ci sono ancora molte barriere architettoniche, che ostacolano la partecipazione delle persone disabili alla vita collettiva. E quindi ostacolano la conoscenza reciproca, e così la caduta dei timori e degli stereotipi.
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ilaria
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Post by ilaria »

Generalizzando, credo ci sia il bisogno di "abbassare" l'altro per non sentirsi schiacciare dal confronto, soprattutto se l'altro viene preferito a noi.
Penso che all'origine di tutto ci sia l'incapacità di integrare luci e ombre della nostra umanità.Si scinde, si tiene il bello per noi e si sposta sugli altri tutto il resto prendendo all'uopo ciò che passa il convento di una cultura e di una società arretrata, bigotta e superficiale.

Non ho parole incensurabili per esprimermi a proposito della ex-moglie.
Image uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-
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parì
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Post by parì »

Non posso che stra-quotare ilaria!
"La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare..."
abc
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Post by abc »

Credo che le risposte migliori siano già state date; aggiungerei soltanto una riflessione.

Nel caso specifico immagino si sovrappongano rancori e risentimenti vari; ma proviamo ad allargare il discorso a situazioni più comuni, in cui non si ha una motivazione particolare per "avercela" con un disabile.
Bene, interrogandovi con onestà: vi è mai capitato di incontrarne uno e ritenerlo "inferiore"?

Attenzione, però: bisogna chiarirsi sul significato di questa inferiorità. Credo che nessuno risponderebbe di averlo considerato inferiore in dignità, diritto di esistere o altri concetti astratti, così come non si oserebbe dire una cosa del genere di un nero o un ebreo o un tossicodipendente - la nostra cultura ci ha fornito di determinati "paletti" morali verso certe categorie... "protette". A parole, nessuno lo ammetterebbe.

E a fatti? Cosa può significare, secondo voi, nel concreto, relazionarsi con un disabile "dall'alto in basso", da persona "superiore" verso persona "inferiore"?

Siete mai stati testimoni o protagonisti di atteggiamenti simili?
wope

Post by wope »

Non so, non mi sembra di aver mai provato un senso di superiorità nei confronti di persone disabili. E quindi non mi sembra di averle considerate 'inferiori' e agito di conseguenza. Piuttosto ho assistito a un tentativo attivo e oserei dire perverso di svalutare una collega con disabilità fisica, che per lungo tempo è stata ostacolata nella carriera da parte del suo capo, anche con motivazioni esplicite di questo genere: 'Se non ti aiutassi io da sola non ce la faresti mai'. E facciamo un lavoro intellettuale, in un'azienda informatizzata che permette tranquillamente di gestire gruppi di lavoro e situazioni a distanza. Questo vuol dire considerare inferiore un'altra persona, secondo me. Pensare che abbia difficoltà anche in ambiti non toccati dalla disabilità, e non rendersi conto che comunque anche le difficoltà portate dalla disabilità sono superabili. O magari prendere a pretesto la disabilità per non dare alla persona ciò che merita, perché lo si vuole dare a qualcun altro. Forse era questo il caso della mia collega. Difficile dirlo. Per fortuna è riuscita a cambiare capo.
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allegra
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Post by allegra »

è solo gente ignorante che non comprende che un individuo disabile è come tutti gli esseri umani, anzi a volte più intelligente. io nella mia facoltà ho collega disabile, che sembra un vegetale eppure è intelligentissimo, apprende molto meglio di noi che crediamo di essere normali. grazie per il vostro interesse per le persone che soffrono.
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allegra
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Post by allegra »

Buon anno a tutta la famiglia = Желаґо всей семье счастливоґо Новоґо ґода
:P :P :D :D :lol: :wink:
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baby*angel
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Post by baby*angel »

e' vero...c'e' sempre questa tendenza a considerare il disabile come inferiore. Penso sia un concetto inculcato nella societa' odierna, quasi come se per certi aspetti si avesse "paura" di fronte alla disabilita'!

Io non sono disabile, ma ho una paresi sinistro-facciale provocata alla nascita da una forcipe,che sebbene non mi crei particolari problemi fisici (se non quello di non riuscire a sorridere e a chiudere completamente le labbra), mi pesa, in quanto, in una societa' che fa dell'apparenza il suo punto di forza, mi sento in un certo senso "inferiore". Mi sentivo inferiore soprattutto in passato, quando da piccolina solo xke' non riuscivo a sorridere col lato sinistro della bocca, molti ragazzi mi chiamavano "bocca storta". Di questo ne ho sofferto tanto, ero molto s ensibile. Crescendo ho imparato a fregarmene dei giudizi, e ad acquistare un po' di autostima in piu', ma non sempre e' facile farsi accettare da un mondo che ti giudica solo x come appari...

E quando fai di tutto per farti accettare dagli altri, tirando fuori la parte piu'bella di te stessa, e ti senti giudicata "inferiore" da alcune persone..beh inevitabilmente se hai un minimo di sensibilita' ci resti male. Ho avuto una storia di 3 anni con un 36enne che faceva il dj, diceva di amarmi e cmq si vedeva preso da me, ma non voleva uscire xke' aveva paura di cosa pensasse la gente vedendolo con me...solo per un piccolo difetto alla bocca...La cosa assurda e' che arrivava a parlarmi di convivenza, nonostante avesse ancora paura di uscire con me e di farmi conoscere ai suoi amici, anche solo x un caffe'. A un certo punto stanca di andare da lui, sentendomi come in una specie di prigione, l ho messo davanti alla realta' delle sue paure...e mi ha lasciata. Ci sono rimasta molto molto male, ho sofferto tantissimo...questa storia fa pensare...fa pensare che basta davvero poco per essere considerati diversi, e che la diversita' fa una paura immane in questa societa'...ed a me e' questo che fa paura... E anche in casa mi sento sempre paragonata a mio fratello, sebbene abbia 11 anni in meno di me...lui e' sempre il migliore, il piu' bello per mia madre, il perfetto, occhi verdi, magro, fisico atletico, lineamenti impeccabili....invece io sono la "pecora nera" solo xke' diversa, e quindi vado anche trattata in modo inferiore... Fa persino piu' male sentirsi trattati cosi' dalla propria famiglia, che non dal mondo esterno...Tante volte penso a questo...Tante volte penso pure che se solo fossi diversa, la mia intera vita cambierebbe, potrei perfino permettermi lavori in cui ora non mi accettano solo per una paresi sinistro facciale. A volte credo che il destino sia un po' crudele...
*+* Dicono che l'essenziale e' invisibile agli occhi...ma nessuno mai ha il coraggio di cercarlo...in questo mare di apparenza...*+*
doomgeneration
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Post by doomgeneration »

credo che i genitori devono essere i primi a non fare pesare questa piccola disfunzione..... perché non gliene parli apertamente e dici che ti fanno soffrire?i genitori sono i principali responsabili della autostima di ogni figlio..
abc
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Post by abc »

Cara babyangel,
la tua storia mi ha colpito tantissimo. Forse perché ricalca le mie paure, e un po' le conferma. Non ho più scuse per consolarmi, dopo quel che hai raccontato; non posso raccontarmi che è un mio modo pessimista di vedere le cose: è la realtà.
Non sto a ripetere quel che penso riguardo al valore che viene dato all'apparenza e al dolore che questo comporta... l'hai già detto in modo più che eloquente.

La tua storia me ne ha ricordata un'altra. Conosco una ragazza che, come te e forse peggio di te, ha le espressioni deformate da una paresi di diversi muscoli facciali (a cui va aggiunga sordità acquisita e vari altri problemi, destinati a peggiorare, causati da una malattia degenerativa). Avrà intorno ai trent'anni.

Beh, qualche tempo fa sono stata al suo matrimonio.
E ho detto tutto :D

Un abbraccio e in bocca al lupo.
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baby*angel
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Location: Rovigo

Post by baby*angel »

doomgeneration wrote:credo che i genitori devono essere i primi a non fare pesare questa piccola disfunzione..... perché non gliene parli apertamente e dici che ti fanno soffrire?i genitori sono i principali responsabili della autostima di ogni figlio..
Ciao, sai e' difficile parlarne con mia madre...xke mia madre vive di apparenza...ha una mentalita' completamente diversa dalla mia..abbiamo due caratteri decisamente opposti,e sebbene a parole faccia la santa moralista e piu' volte mi abbia detto che "se dimagrisco il mio difetto non si vede", "che non sono da meno degli altri" che sono come tutti bla bla bla...alla fine sento a pelle che non mi accetta per come sono e lo dimostra anche solo con lo sguardo...si vergogna quasi per dirti ad andare in qualche posto con me, anche se non lo dice... Anni fa,non x questo difetto, ma x dei chili in piu' mi chiamava mostro davanti a mio fratello, mentre credeva dormissi...ha sempre qualcosa di male da trovare in me...e quando siamo faccia a faccia non lo dice a parole ma lo dice con lo sguardo e con il suo comportamento...Le cose piu' belle, i profumi piu' costosi, i cibi e gli oggetti di buona qualita', li compra sempre e solo x mio fratello... a me da sempre cose di sottomarca, di me non si interessa mai, solo xke' non sono la figlia modello che lei avrebbe voluto avere. Lei, super maniaca di "diete del minestrone", di super apparenza etc, sostanzialmente mi odia xke' non sono uguale a lei, xke' non la imito, xke' ho gusti miei, differenti dai suoi e x la mia diversita'! Io per essere figlia modello dovrei seguire il suo stile di vita, imitarla in tutto e per tutto...essere il suo copione...Ma ho una mia personalita' e quando se ne accorge allora mi critica...Io non voglio essere a sua immagine e somiglianza...Io voglio solo essere me stessa a prescindere che le piaccia o no (Scusate lo sfogo) :(
*+* Dicono che l'essenziale e' invisibile agli occhi...ma nessuno mai ha il coraggio di cercarlo...in questo mare di apparenza...*+*
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