Uno sfogo, forse con troppa confusione

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

Rispondi
Passante
Messaggi: 5
Iscritto il: 21 febbraio 2012, 23:18

Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Passante » 21 febbraio 2012, 23:26

Da dove cominciare.... già da dove....
Non so perchè stasera ho cercato un forum dove poter virtualmente parlare a qualcuno, forse perchè alle volte si arriva ad un tale punto che "la misura è colma" e non si può tenere più tutto dentro, già forse è per questo....
Però forse prima è il caso di presentarsi...
Salve a tutti ho 30 anni, e alle volte capita di girarsi indietro e cercare di capire "tu chi sei" forse è questo il problema di base, ecco non lo so, ho 30 anni, non sono ancora laureato, ho scelto una laurea che con chiunque si parla ci si sente dire "che non serve a niente" cioè la laurea in lettere, ho perso del tempo che pesa come un macigno, dopo la morte di mio padre ho aiutato mia madre in tutto, tanto da annientarmi e negli ultimi quattro anni per vari problemi l'impegno in famiglia si è moltiplicato esponenzialmente tanto da quasi corrodere qualunque "momento libero" nella giornata e nei rari momenti in cui c'è un momento da poter dedicare a se stessi non riesco a non ritenermi un egoista per aver dedicati un momento a me e non averlo donato a mia madre, così ho accumulato ritardi su ritardi, e anche bugie su bugie, mia madre sa che sto per laurearmi e mi mancano ancora molti esami, ma questo paradossalmente non è un gran problema si può recuperare, non sono del tutto stupido :) , il problema è il "peso del passato" quando prendo i libri in mano penso di essere un fallito, che oramai non ha un futuro, che non ha più carte da giocare e che la vita è oramai finita.
Già lo sò a trent'anni pensarla così è assurdo ma tant'è.
A Trent'anni non ho mai avuto una ragazza, non ho un amico che possa dirsi tale,l'unico mio vero amico è morto molti anni fà, ma questa è un'altra storia....
Si lo so, questa è probabilmente colpa mia e del mio maledetto modo di fare che respinge le persone, forse per protezione.... ma nella vita le fregature son state tante.
Probabilmente il problema di base non è il ritardo all'università (anche se, come ho già detto, "pesa" parecchio sul groppone), il problema di base è pensare che oramai la partita è finita, per ignavia, per colpa, per problemi non dipendenti da te non hai giocato le carte che avevi in mano, non ne hai avuto la forza, e oramai gli altri giocatori stanno tornando a casa e tu sei seduto al tavolo da solo a dover affrontare la notte.
La cosa paradossale è che la solitudine non mi ha mai fatto paura, mi piace stare da solo, il fallimento l'ho sempre considerato un "accidenti necessario" nella vita, i cosiddetti "vincenti" mi son sempre stati un pò sulle scatole, la gara mi ha sempre dato ansietà, e allora? Allora cos'è questo maledetto peso, cos'è questa paura, cos'è quest'angoscia? Perchè non riesco più a ridere delle piccole cose come prima? Cos'è questo senso di fatica dietro ogni movimento e dietro ogni pensiero?
Probabilmente non ci sono risposte...
Scusate lo sproloquio e per il fatto che probabilmente è tutto molto confusionario.
Grazie per aver letto fin qui e buona serata a chi passa da queste parti.
:)

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 22 febbraio 2012, 4:41

se vuole proprio dare un nome si chiama depressione, ma le etichette non hanno mai aiutato, anzi.
C'è un momento in cui ci si interroga su se stessi, e certo 30 anni può essere uno di quelli. C'è bisogno di ritrovarsi, di ristrutturarsi, di definirsi. Il lavoro conta molto in questo discorso e in questo periodo può essere un grande problema. Ma una passione conta ancora di più e per individuarla e coltivarla ci vuole dedizone da dedicarle,anche sottraendola a una mamma che è forse troppo assorbente: non siamo nati per accudire i nostri genitori, salvo il dovuto aiuto che è logico prestare.
Annullarsi a volte è una forma di fuga per motivi meno nobili, e questo non fa bene alla psiche.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Passante
Messaggi: 5
Iscritto il: 21 febbraio 2012, 23:18

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Passante » 22 febbraio 2012, 11:37

Gentile dottoressa Arduino,
La ringrazio davvero tanto di aver letto il mio confuso sroloquio e della sua risposta, lo so che sembra assurdo ma leggendo le sue parole già mi sembra di aver fatto un pò di chiarezza, sono daccordo con Lei le etichette non servono molto ma sono utili a mettere un pò di ordine e a capire quale è il problema.
Davvero ancora tante grazie

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Davide49 » 22 febbraio 2012, 14:25

Passante ha scritto: Da dove cominciare.... alle volte si arriva ad un tale punto che "la misura è colma" e non si può tenere più tutto dentro... alle volte capita di girarsi indietro e cercare di capire "tu chi sei" forse è questo il problema di base, ecco non lo so... ho perso del tempo che pesa come un macigno... ho accumulato ritardi su ritardi... il problema è il "peso del passato" quando prendo i libri in mano penso di essere un fallito, che oramai non ha un futuro, che non ha più carte da giocare e che la vita è oramai finita. Già lo sò a trent'anni pensarla così è assurdo ma tant'è. A Trent'anni non ho mai avuto una ragazza, non ho un amico che possa dirsi tale,l'unico mio vero amico è morto molti anni fà, ma questa è un'altra storia....Probabilmente il problema di base non è il ritardo all'università (anche se, come ho già detto, "pesa" parecchio sul groppone), il problema di base è pensare che oramai la partita è finita, per ignavia, per colpa, per problemi non dipendenti da te non hai giocato le carte che avevi in mano, non ne hai avuto la forza, e oramai gli altri giocatori stanno tornando a casa e tu sei seduto al tavolo da solo a dover affrontare la notte.
La cosa paradossale è che la solitudine non mi ha mai fatto paura, mi piace stare da solo, il fallimento l'ho sempre considerato un "accidenti necessario" nella vita, i cosiddetti "vincenti" mi son sempre stati un pò sulle scatole, la gara mi ha sempre dato ansietà, e allora? Allora cos'è questo maledetto peso, cos'è questa paura, cos'è quest'angoscia? Perchè non riesco più a ridere delle piccole cose come prima? Cos'è questo senso di fatica dietro ogni movimento e dietro ogni pensiero?
altro che sproloquio.
è la punta di un iceberg di un lungo lucido sofferto malinconico scavo dentro di sè e senza farsi sconti. ma anche con qualche limite che ci si è posti da soli e che andrebbe levato, anche non continuando a coltivare dentro di sè una certa immagine di sè.
forse un po' più di indulgenza con te stessi
fra le diverse cose mi ha colpito il rapporto inquieto col tempo, dove tutto qui rapprenta un problea: il passato, il presente, il futuro.
la percezione dei 30 anni come un tempo già concluso... (io ne ho 58 e ti assicuro che la vita a 40 ricomincia da capo, e di nuovo a 50 te lo garantisco)
credo si debba come sempre lavorare per aree. io cercherei di partire dal presente, organizzando i tempi del presente.
potrebbe essere utile non abbandonare questo spazio, usarlo per esprimere e fare ulteriore chiarezza, scrivere vuol dire anche leggersi, rileggersi magari con occhi un po' diversi, chiarirsi, magari ridefinirsi.
sarebbe anche un modo per aprirsi. questo post mi dà l'idea di una stanza in forte penombra e con le finestre chiuse da tanto tempo. il fatto di aver voluto scrivere qui è un segnale, aprirsi agli altri...non solo per chiarirsi ma per il piacere di entrare in relazione, il piacere di vivere, tutto questo mi fa pensare che sta arrivando il momento di aprire le finestre e cominciare a respirare un'aria diversa, che si può vivere una vita diversa.

Passante
Messaggi: 5
Iscritto il: 21 febbraio 2012, 23:18

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Passante » 22 febbraio 2012, 19:08

Gentile Davide49,
innanzitutto grazie della risposta, ho letto e riletto e riletto il tuo post e son rimasto sconvolto da come hai centrato in pieno il problema, davvero è come se mi conoscessi!!! Sono approdato qua dopo una lunga riflessione al termine della quale non riuscivo a venirne a capo e scrivere quì è stato uno sfogo quasi irrazionale. Il mio rapporto col tempo è diventato così complicato solo negli ultimi tempi, non riesco a capirne il motivo, quello che tu dici è vero, ci sono storie di persone che anche a 60 anni hanno reinventato completamente la propria vita, ma poi mi capita anche di pensare: "ok, piangersi addosso non ha nessun senso adesso rimbocchiamoci le maniche, impariamo dagli errori fatti e cerchiam di rimettere in sesto un pò stò distastro" però poi non riesco a non guardarmi indietro, non riesco a non vedere il tempo che oramai è andato e ovviamente nessuno ci può far niente. Non si può non tenerlo presente, non riesco a non sentirlo come un peso e la cosa assurda questo peso mi blocca ( questa è la cosa che mi fa più arrabbiare con me stesso), non riesco a non pensare che, ad esempio, c'è gente che si laurea a 23 anni ed io a 30 stò ancora qua, quindi son oramai fuori da ogni ambito lavorativo, questo è un dato di fatto che non è risolvibile a meno di un'idea geniale, cioè quasi impossibile, ma il ritardo all'università è solo un'esempio, questo stesso ragionamento mi capita di farlo un pò in ogni ambito, da quello affettivo a quello dei rapporti interpersonali che non son mai riuscito a stabilire, non ne ho mai capite le regole non scritte, sin da quando ero bambino.
Un'immagine che forse potrebbe far capire come mi sento potrebbe essere: mi sento come una persona che a 18 anni è finita in coma e si è risvegliato solo poco tempo fà, ancora un pò assonnato, perdendo 12 anni a "dormire" e ora questo ritardo è irrecuperabile.
Ci son persone che sembra nascano sui binari, vanno dritti senza possibilità di errore, le ho sempre invidiate.
La tua sensazione della stanza chiusa è quello che mi ha impressionato di più, in realtà è impressionante ma è un luogo che esiste per davvero, negli anni mi son sempre andato a rintanare nella mia stanza come un rifugio, quando chiudevo la porta e le finestre era come se "chiudessi il mondo fuori" sapevo che in quello spazio non c'era niente che potesse ferirmi, dove stavo bene. Una specie di luogo fuori dal mondo, un limbo dove vivevo circondato dai miei libri, dagli spartiti, da tutto quello che amavo. Alle volte mi capitava di non sopportare nemmeno di aprire la finestra per settimane, un pò come una scena di un film mi pare "the dreamers" dove c'è una ragazza che, quando un sasso viene scagliato dalla strada, si agita perchè "la strada è entrata in casa". Negli anni è diventata una specie di droga, una gabbia dalla quale son finito ad essere dipendente, quando non son impelagato in impegni di famiglia mi rifugio lì, a livello conscio so che è un male stare barricato lì ma alle volte proprio non ne riesco a fare a meno.
Caspita mi sa che proprio non riesco ad essere telegrafico e pensare che non ho mai scritto su un forum, vi chiedo scusa.
Comunque Davide49 grazie della risposta, davvero.
Un saluto

BWV
Messaggi: 8
Iscritto il: 23 febbraio 2012, 14:02

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da BWV » 23 febbraio 2012, 16:05

Ciao Passante, mi sono appena iscritta anch'io e il tuo è il primo post che leggo. Ho 20 anni e mi sento un pò come te. Probabilmente hai scritto qui per trovare consigli e rassicurazione o forse solo per sfogarti come quando si scrive in un diario per mettere ordine nei propri pensieri, intrappolare quelli più sfuggenti, stamparli su carta e guardarli dritto negli occhi. Penso che sia importante fare questo perchè ci permette di fare i conti con noi stessi e ci impedisca di scappare dalle nostre stesse paure. Forse confrontarsi con i disagi altrui senza aspettarsi necessariamente una soluzione, può essere utile. Quindi se avrai voglia di leggere (perchè neanche io sò essere telegrafica) , ti racconto un pò di me. Tu hai 30 anni, io 10 di meno ma paradossalmente il problema del tempo assilla anche me. Mi ha colpito molto l'immagine del risveglio da un lungo coma perchè è la stessa che spesso ho utilizzato per spiegare il mio disagio. Per motivi diversi dai tuoi, se guardo indietro nella mia giovane vita, non vedo un solo giorno di serenità e spensieratezza. L'ansia e la depreessione hanno bruciato gli anni migliori che una ragazza possa vivere, quelli dell'infanzia e dell'adolescenza.All'età di 8 anni scrivevo pagine intrise di tristezza e paura. Il periodo di depressione acuta sembra ormai passato ma la sensazione di insoddisfazione, di irrevrsibilità e quel peso di cui tu parli ancora non mi abbandonano. La malinconia è una nota di fondo della mia vita ed è così radicata in me che a volte temo che sia un fatto caratteriale, che faccia parte della mia "normalità". Ma il ricordo di quel periodo ancora mi terrorizza e ad ogni sbalzo d'umore ho paura che possa ricaderci. Trascorrevo delle ore chiusa a chiave in bagno a piangere rannicchiata sul pavimento freddo, pensando alla morte. Il pensiero peggiore che si possa partorire in certi momenti ma che al contempo mi dava grande sollievo: per quanto possa cadere in basso c'è sempre una soluzione a tutta questa sofferenza, l'annientamento mentale e fisico. Si può arrivare ad un punto in cui il dolore diventa tanto forte che si trasforma in apatia, indifferenza e vuoi liberarti di quest'angoscia nel modo più facile e veloce possibile. Che ovviamente non implichi lo sforzo di lottare! O si può vivere come insetti tutta la vita strisciando nel sottosuolo senza più dignità e personalità. Hai letto Dostoevskij? Memorie del sottosuolo? Se leggi quel libro ed entri in empatia con il protagonista allora devi cominciare a preoccuparti del tuo stato di salute mentale. Sai qual è il pensiero che più può attrarti se ti trovi in certi momenti bui e dal quale ti invito a stare lontano? E' il crogiolarsi nel proprio dolore, nei propri fallimenti pensare che ormai si è caduti tanto in basso che anche tutta la forza di volontà che ti rimane non è abbastanza per tornare su e allora tanto vale continuare a cadere, perchè tanto non sei più responsabile della tua vita. "Ho perso troppo tempo, anche volendo non potrei farcela a recuperare", oppure "Per colpa o per destino, la mia vita è questa, tanto vale rassegnarsi". Non farlo! E' troppo semplice lavarsene le mani e aspettare che qualcosa cambi. Lo so che la depressione non si combatte con rassicurazioni, consigli e quant'altro..è facile parlare ma chi ci dice come fare? E' necessario un profondo lavoro di scavo interiore. Però forse posso condividere con te il pensiero che a volte mi consola, forse anche banale: la vita non ha regole, è più simile al gioco dei dadi, è una combinazione variabile, puoi viverla in tutte le combinazioni possibili e nessuna è quella sbagliata o quella giusta. Puoi fare mille progetti, avere mille aspettative che puntualmente verranno disattese e magari sostituite con qualcosa di inaspettato ma magari altrettanto gratificante. Chi l'ha detto che c'è un tempo per tutto? Che se non ci laureamo a 23 non abbiamo più speranze? Che non si possa studiare per semplice passione e magari lavorare in tutt'altro ambito o costruire il lavoro dal nulla, non è mica necessario un colpo di genio per questo? A volte è solo che non sappiamo cosa può riservarci la vita. Magari dietro l'angolo c'è una possibilità di vita che non avevamo nemmeno preso in considerazione. Ci sono persone già incanalate, che sanno sin da bambini cosa vogliono fare della loro vita e spesso ci sentiamo degli immaturi o degli irresponsabili se al contrario ci mettiamo più tempo per capirlo e trovare una nostra direzione. Sono iscritta da due anni a scienze politiche ma ho dato solo due esami e ho perso ogni interesse. 3 anni fa ho abbandonato l'amore più travolgente della mia vita, il pianoforte, perchè l'avevo scoperto TROPPO TARDI e non sarei mai diventata un'eccellenza. Non mi accontentavo della mediocrità e così ho detto: o tutto o niente. Indovina cosa ho scelto? Ma questa è un'altra storia. E allora che senso ha chiedersi: "chi sono io?" Se gli altri hanno già una direzione e io no, non significa che io sia sbagliata o immatura, forse sono solo un essere in divenire, un abbozzo di donna che può essere ancora tutto se solo mi aprissi con coraggio alle possibilità che la vita ha ancora da offrirmi. E questo vale a 20 e a 30 anni. Se quello che faccio/studio non mi gratifica più cosa mi vieta di fare altro? Di cambiare la mia vita? Non ci sono regole o tempi da rispettare. Una mia conoscente si è iscritta all'università (teologia, "inutile" almeno quanto lettere e scienze politiche) a 27 anni solo per curiosità e a 32 anni ha cominciato ad insegnare. Il mio ragazzo si è iscritto ad ingegneria a 25 anni, è laureato ormai da 4 anni ma fa l'elettricista eppure continua a sperare nel lavoro della sua vita, arrivasse pure a 70 anni. Ti sto scrivendo un bel papiro, me ne rendo conto! E forse non trarrai nessun conforto da queste parole, lo so quant'è difficile "pensare positivo" quando tutto intorno è nero. Ma ha ragione Davide49, già il fatto che tu ti sia aperto in questo forum, fosse anche con degli sconosciuti, significa che hai ancora la forza di lottare. Mi scuso se sono stata confusa e prolissa.
Un abbraccio

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Davide49 » 23 febbraio 2012, 16:42

BWV ha scritto:
il pianoforte

Michel Petrucciani

In a sentimental mood
http://www.youtube.com/watch?v=6PyYcnXQ ... re=related

Take the “A” train
http://www.youtube.com/watch?v=7k0ejcG6 ... re=related

BWV
Messaggi: 8
Iscritto il: 23 febbraio 2012, 14:02

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da BWV » 23 febbraio 2012, 17:11

Beh questi video si commentano da soli. Della serie "impossible is nothing". Ma mi fanno sentire profondamente in colpa per l'opportunità che, per paura, ho sprecato. Ci provo tutti i giorni a ricominciare ma è così frustrante! Sono in un periodo di apatia e mancanza di stimoli. Non riesco nemmeno a leggere un articolo di giornale fino alla fine. Mi serve uno scossone, una scrollata di spalle. Forse dovrei seguire l'istinto e cambiare del tutto strada. Non lo so! Che confusione!! Magari appena ricominciano i corsi all'università ritroverò l'ispirazione. Ma l'inerzia è un circolo vizioso..fa paura..

Passante
Messaggi: 5
Iscritto il: 21 febbraio 2012, 23:18

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Passante » 23 febbraio 2012, 21:36

Gentile BWV,
innanzitutto grazie della risposta e della tua testimonianza,mi è stato molto utile leggerla e hai sicuramente ragione e son daccordo con te su tutto. In base alla mia esperienza posso dirti solo di non lasciarti ossessionare dall'idea dell'irreversibilità e di aver perso tempo, un verso di una canzone di Guccini recita: "A vent'anni è tutto ancora intero" ed è prorpio così, ora l'importante è affrontare quelli che, forse in maniera forse poetica, si possono chiamare i propri "demoni" in modo da non esserne più schiavi e non permettergli di bruciare altro tempo.
Anch'io suono, o forse meglio dire suonavo, ma ultimamente mi stà venendo voglia di ricominciare, a questo proposito forse posso raccontarti una storiella che non ha niente a che fare con la musica ma probabilmente può essere utile: un giorno un grande filosofo del 900, forse uno dei più grandi, Jacques Derrida andò dal suo maestro, Michel Foucault, ( maestro si, ma in realtà di pochissimo più anziano di lui) e gli disse: "Professore io vorrei fare il filosofo, ma non ho idee, come posso fare?" Foucault gli rispose: "Non si preoccupi, lei scriva scriva, le idee arriveranno" e poi in effetti così fu.
Forse questa storiella si può applicare anche alla musica, ti direi di non stare a preoccuparti dell'eccellenza o della mediocrità, la musica, per quanto abbia anche lei dei meccanismi che si imparano, tocca fondamentalmente la sensibilità individuale, senza sensibilità suonare sarebbe semplicemente riprodurre una serie di note, come farebbe un computer, e probabilmente chi ha vissuto il dolore è un pochino più capace di far vibrare corde (in senso metaforico e non) che altri non sanno nemmeno di avere, quindi non mollare, non importa se poi sarà solo un hobby, suona suona!!!
E poi la musica e uno degli antidepressivi naturali secondo me più efficaci, come probabilmente dimostrano anche i bellissimi pezzi che ci ha fatto ascoltare il saggio Davide49.
Come al solito scusate la prolissità, e grazie ancora a tutti delle risposte e un saluto

BWV
Messaggi: 8
Iscritto il: 23 febbraio 2012, 14:02

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da BWV » 24 febbraio 2012, 1:06

Passante ha scritto: "A vent'anni è tutto ancora intero" ed è prorpio così, ora l'importante è affrontare quelli che, forse in maniera forse poetica, si possono chiamare i propri "demoni" in modo da non esserne più schiavi e non permettergli di bruciare altro tempo.
Non ricordo bene se sia proprio lo stesso verso ma la canzone non continua con: "quante balle si ha in testa a quell'età" ? :) In effetti è proprio così: per quanti errori si possano commettere, non c'è mai nulla di totalmente perduto o sbagliato. Ed è rassicurante credere che la vita ci darà ancora una chance, anche dopo l'ennesima cavolata. Grazie per avermi fatto ricordare Guccini. "Il tempo, il tempo chi me lo rende, chi mi da indietro quelle stagioni?" ..Perchè adesso posso rispondergli degnamente: al diavolo il tempo perso! Il Tempo è un cerchio, ritorna sempre! Stiamo a crogiolarci nel tempo perso lasciandone scorrere altro prezioso. E poi Foucault! La norma, la norma..insomma, è tardi per mettersi a parlare di filosofia quindi..al diavolo anche la norma del vivente! :D Comunque non scusarti per la prolissità ( io non sono da meno) né ringraziare per l'attenzione. E' uno scambio reciproco, fa bene a tutti. E' stata una giornata piena di sbalzi d'umore, e dopo un pomeriggio nero, posso andarmene a letto stanca ma serena. Un abbraccio

BWV
Messaggi: 8
Iscritto il: 23 febbraio 2012, 14:02

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da BWV » 24 febbraio 2012, 1:09

Ps: in bocca al lupo per la musica! In quel mondo magico che è la musica puoi essere davvero chi vuoi..

Passante
Messaggi: 5
Iscritto il: 21 febbraio 2012, 23:18

Re: Uno sfogo, forse con troppa confusione

Messaggio da Passante » 24 febbraio 2012, 22:55

Grazie e in bocca al lupo soprattutto a te, nella musica oltre che essere chi vuoi aggiungerei che, più in fondo, si può capire chi siamo veramente.
Un saluto :)

Rispondi

Torna a “Forum di consulenza psicologica”